Eclisse di Sole di agosto 2026, segno di cambiamenti epocali?

«E tu, Roma, fino a quando rimarrai nell'insensibilità? [...] Io verrò a te»
[San Giovanni Bosco]

Mancano pochissime ore all’atteso evento celeste dell’eclisse totale di Sole del 12 agosto 2026.
Non si tratta di un fenomeno celeste qualsiasi, bensì di un evento che apre un periodo caratterizzato dal susseguirsi di eclissi dei luminari. 
Da anni pubblicamente parlo di questo periodo che ho definito il “corridoio delle eclissi” e che va dal 2026 al 2034. 
Di questo periodo le eclissi più importanti sono quella del 2 agosto 2027 e quella del 1° giugno 2030, la prima totale, la seconda anulare, e i cui tracciati dei coni d’ombra si intersecano sul Mar Mediterraneo centro-orientale, formando una sorta di croce. 
Avevo evidenziato che, considerate a coppie, queste due eclissi ripropongano specularmente la croce che le eclissi di Sole del 21 agosto 2017 e dell’8 aprile 2024 hanno tracciato sul continente nord americano e, segnatamente, sugli USA. 
Se si considera il Mar Mediterraneo la culla della civiltà occidentale, allora, queste eclissi possono essere considerate segni di questi tempi che vedono l’Occidente decadere, dopo secoli, come civiltà dominante, per lasciare il passo ad altre civiltà. 
Nella sua corografia, Claudio Tolomeo assegna l’emisfero orientale della Terra al Sole, quello occidentale alla Luna. 
Questa assegnazione fa risuonare nella mia mente una quartina di Michel de Nostredame:

«Vingt ans du regne de la Lune passez,
Sept mil ans autre tiendra sa monarchie:
Quand le Soleil prendra ses jours lassez,
Lors accomplit & fine ma prophetie» 
[Centuria I, quartina 48]

Il regno della Luna potrebbe ben essere quello occidentale e 20 i secoli della sua durata: duemila anni nei quali la civiltà occidentale, che affonda le sue radici storico-culturali nella romanità e nella cristianità, ha prevalso e dominato sulle altre con la forza della superiorità culturale, della tecnologia e del diritto di matrice romana. 
Ma già da tempo si possono cogliere i segni di decadenza della civiltà occidentale sotto ogni profilo: un processo profondo e inesorabile, che parte dalla crisi di valori identitari, culturali, morali e spirituali. 
La civiltà occidentale si fonda in gran parte sulla romanità, insieme al contributo fondamentale della cultura greca e della tradizione giudaico-cristiana. L’Impero Romano ha unito territori vasti e trasmesso un'eredità concreta ancora perdurante. 
Le leggi e i codici moderni usano ancora i princìpi del diritto romano e i modelli di Stato, la gestione amministrativa e il concetto di cittadinanza derivano da Roma. Lo sviluppo urbano europeo è stato segnato da strade, ponti, acquedotti e dall'uso del calcestruzzo. Il latino ha generato le lingue neolatine e influenzato tutto il lessico scientifico e giuridico europeo. 
Roma è stata sia il centro politico dell'Impero sia, successivamente, il centro spirituale del Cristianesimo, fondendo la cultura classica con quella giudaico-cristiana. La città eterna è considerata, a tutti gli effetti, il cuore pulsante e la culla della civiltà occidentale. 
Astrologicamente, Roma e l’Italia sono assegnate al segno zodiacale del b, del quale il Sole è signore esclusivo. 
Si legge in Tolomeo: «L’Italia, l’Apulia, la Gallia Cisalpina e la Sicilia hanno dal canto loro familiarità con il Leone e con il Sole» [1].
Riguardo questo punto, Abraham Ibn Ezra afferma che il Sole e il segno zodiacale del b sono associati al cristianesimo: «14. (1) Il <segno zodiacale del> Leone e il Sole <governano> Edom, ed è stato proprio lì che ebbe luogo la congiunzione <di Saturno e Giove> precedente la nascita dell'uomo che essi ritengono essere Dio» [2]. In un altro passo, chiarisce che «56. (6) la terra di Roma è il regno di Edom» [3]. Inoltre, in un altro passo, questo autore afferma che «38. (8) <Il segno zodiacale di> Roma è 15° Leone» [4]
Andrea Argoli conferma che Roma è assegnata al segno zodiacale del b [5], specificando che l’Oroscopo (AS) di Roma cade a 14° b [6]
L’assegnazione di una determinata zona della Terra al segno zodiacale che appartiene alla triplicità nella quale si forma l’eclisse è un presupposto di efficacia di questa. Infatti, dichiara Tolomeo che «osserveremo il luogo zodiacale del deliquio e le regioni che hanno familiarità con esso in forza del suo triangolo» [7]
Esaminando il fenomeno celeste sotto il profilo geografico, nella prima parte del suo tragitto, il cono d’ombra dell'eclissi totale passa, insolitamente, da est a ovest dalla Russia alla Groenlandia, evitando di poco il Polo Nord. 
L’area della totalità (il c.d. cono d’ombra) passa sopra l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda (dove a soli 45 km dalla costa occidentale la totalità durerà 02m18s,21), l’Oceano Atlantico, la penisola iberica (estremo nord-est del Portogallo e Spagna), terminando il suo percorso nel Mar di Sardegna. 



In Europa la totalità interessa città iberiche (La Coruña, Valencia, Saragozza, Palma di Maiora e Bilbao). 
Questa eclisse è visibile come parziale (con copertura del 90%) in Irlanda, Gran Bretagna, la parte centro e meridionale del Portogallo, Francia, Italia, Balcani e Nord Africa e in misura minore nella maggior parte dell'Europa, dell'Africa occidentale e del Nord America settentrionale. 
Nella costa artica della Siberia, l’eclisse avviene all’alba, in Islanda nel primo pomeriggio (circa 4 ore prima del tramonto), in Spagna circa un'ora prima del tramonto. 

Per quanto concerne l’Italia, questa eclisse avviene al tramonto ed è visibile come parziale in misura variabile (la copertura del disco solare è molto visibile soprattutto nelle aree occidentali del centro-nord e in Sardegna). 
Poiché la copertura del disco solare avviene al tramonto, si ha l’impressione di una sera autunnale in piena estate. 
La copertura del disco solare è del 94,56%, a Torino del 94,10%, a Milano del 93,30%, a Bologna del 93,60%, a Venezia del 92,50%, a Trieste dell’87,60%, a Firenze del 93,10%, a Perugia del 68,55%, a Cagliari dell’81,70%, a Sassari dell’83,64%, a Napoli del 55,60%, a Bari del 38,90, a Reggio Calabria del 28,20%, a Catania del 28,50%, a Palermo del 34,60%. 
Occorre a questo punto, passare all’analisi del fenomeno sotto il profilo squisitamente astrologico. 
Lo studio delle eclissi dei luminari appartiene a quella branca del sapere astrologico nota come astrologia cattolica o mondana. Dichiara Gerolamo Cardano che «le eclissi del Sole e della Luna esercitano la loro influenza sulle città, le province e i regni, più che sui singoli cittadini o gli stessi re: infatti, interessano non gli individui, ma la massa» [8]
Tolomeo insegna che, affinché le eclissi dei luminari siano efficaci (ossia: produttive di effetti) in una determinata zona della Terra, l’altro presupposto è quello della visibilità del fenomeno sul luogo («nelle sizigie eclittiche del Sole e della Luna, segnatamente in quelle più sensibili alla vista» [9]). 
L’eclisse di Sole si forma a 20° b 02’ 23” in termine di Mercurio e in prossimità della Coda del Drago ed è preceduta dall'apertura delle porte [10] Luna-Saturno mediante quadrato.
Appartenendo il segno zodiacale del b alla triplicità ignea, l’eclisse è in grado di produrre i suoi effetti potenziali sui luoghi della Terra assegnati ai segni zodiacali appartenenti a questa triplicità (^, b, f). 

                                      
Osservando la mappa della corografia tolemaica, si può vedere che quasi tutta l’Europa occidentale è assegnata a segni zodiacali appartenenti a questa triplicità. 
Dichiara Tolomeo: «Quelle parti del primo quadrante, l’Europa intendo, che sono verso la parte Nord Ovest dell’intero mondo abitato, sono familiari al trigono nordoccidentale, quello dell’Ariete, del Leone e del Sagittario. […] Sono qui comprese le seguenti nazioni: Britannia, Gallia transalpina, Germania, Russia sudoccidentale, Polonia meridionale, Italia, Gallia cisalpina, Apulia, Sicilia, Toscana, Spagna occidentale, Spagna» [11]
Inoltre, estensivamente, si può affermare che tutto il quadrante nord-occidentale appartenga alla triplicità ignea. 
Poiché il fenomeno dell’oscuramento, totale e parziale, raggiunge il suo apice sui luoghi della Terra interessati in momenti diversi, non è possibile redigere una carta unica dell’eclisse di Sole. 
Occorre, dunque, redigere tante carte quanti sono i luoghi interessati dal fenomeno: ciascuna carta indica i possibili effetti e le tempistiche dell’eclisse relativi ad uno di questi luoghi. 
Per quanto concerne l’Italia, questa eclisse viene ad acquisire una certa importanza, perché visibile e in quanto si forma nel segno zodiacale ad essa assegnato. 
Per comprendere i possibili effetti di questa eclisse sull’Italia, occorre redigere la carta dell’istante della centralità per Roma, la capitale. 
Su Roma il fenomeno inizia il 12 agosto 2026 alle 19h 32m (L.T.), raggiunge il suo apice (momento della centralità o massimo oscuramento) alle 20h 11m (L.T.) e termina alle 20h 14m (L.T.). 
Il fenomeno avviene all’orizzonte occidentale e, non riuscendo a completarsi prima del tramonto, termina con questo [12]
La durata totale dell’eclisse su Roma è 00h 42m
La carta astrologica per Roma viene redatta per le 20h 11m (L.T.) del 12 agosto 2026. 


Il luogo dell’eclisse cade all’Occidente (DS), vale a dire ad una distanza oraria (DH) di 11h 59m dall’Oroscopo (AS), facendo slittare l’inizio degli effetti congetturabili di 12 mesi, ovvero dal 12 agosto 2027 o poco prima [13]
In tal modo, gli effetti di questa eclisse si collegano a quelli dell'eclisse totale di Sole del 2 agosto 2027, concatenandosi.
La durata dell’oscuramento, dall’inizio del primo contatto del disco lunare con quello solare fino all’immersione del Sole sotto l’orizzonte, è di 00h 42m che, convertiti, equivalgono a 8 mesi e 12 giorni circa. 
Questi sono i tempi dell’eclisse in ordine all’inizio e alla durata degli effetti su Roma e, per estensione, sull'Italia. 
Dopo aver computato i tempi dei possibili effetti dell’eclisse, occorre cercare di comprendere quali possono essere riguardo all’Italia. 
L’operazione più importante è cercare di determinare il pianeta signore dell’eclisse. 
Gerolamo Cardano sostiene che «in occasione di un’eclisse occorre studiare le forze del pianeta dominante, poiché non si rivelerà il significato dell’eclisse, bensì quella del pianeta» [14]
Secondo dottrina consolidata, il pianeta signore dell’eclisse è quello che detiene maggior diritti sull’eclisse e sull’angolo che la precede. 
I pianeti che, per dignità essenziali, assumono il dominio sul luogo eclissato sono Giove, per triplicità, e Mercurio, per termine o confine. 
Inoltre, Giove domina per trono (domicilio, triplicità e termine) l’angolo che precede l’eclisse, vale a dire il Culmine (MC), che cade a 08° f 12’. 
Giove, significatore di pace, sta realizzando levata eliaca, una condizione che lo fortifica; ma al momento dell’eclisse è già tramontato, trovandosi in luogo cadente o declinante (la Casa VI) [15]
Sia Giove che Mercurio, pur essendo compresenti, non testimoniano l’eclisse con alcuna figura efficace né nello Zodiaco né per declinazione. Gli unici pianeti che osservano il luogo eclissato sono Marte, mediante esagono (sestile) orario dalla cuspide della Casa V; e Saturno [16], mediante trigono zodiacale separativo mutuo. 
Abraham Ibn Ezra evidenzia che «7. (4) se questi <pianeti> (Saturno, Marte, Mercurio) sono in una commistione con i luminari, sia con il <loro> corpo che con la loro luce, in congiunzione o in aspetto, la sventura si abbatterà su qualsiasi città in cui si verifica l'eclissi, intendendo ogni città il cui segno corrisponde al luogo dell'eclissi» [17]
Sebbene il dominio di Giove non possa essere escluso, esso subisce una forte declinazione ad opera di Marte che, posto sul punto solstiziale estivo, esercita sovreminenza nel mondo sugli altri pianeti, tutti più bassi in declinazione. 
Questo giudizio è corroborato dalla presenza di Antares (α Scorpionis) al Culmine (MC), dalla presenza nel luogo occidentale di Capella (α Aurigae) e dalla circostanza che, dopo l’eclisse, la Luna forma la sua prima applicazione proprio con Marte mediante esagono (sestile) nello Zodiaco. 
Pertanto, stando così le cose, il dominio della carta di eclisse spetta, prevalentemente, a Marte e, in subordine, a Giove. 
La carta presenta un eccesso di secchezza e calore per la presenza della maggioranza dei pianeti nel quadrante stagionale estivo e per la presenza dell’eclisse nel punto occidentale, dove prevale il secco. 
Il secco e il caldo sono qualità intrinseche di Marte e una prevalenza di queste qualità rende la carta affine a Marte e ai suoi significati (calore ardente, violenza, tensioni, lotte, attentati, fiamme, esplosioni, conflitti, guerre). 
L’influenza marziale viene evidenziata anche dalla natura delle stelle fisse poste in specifici luoghi:

  1. Antares (α Scorpionis), stella fissa regale di natura Marte-Giove, posta al Culmine (MC);
  2. Capella (α Aurigae), stella fissa di natura Marte-Mercurio, in congiunzione virtuale all’eclisse [18];
  3. Asellus australis (δ Cancri), avente natura Marte-Sole, in congiunzione a Giove.

Dunque, nei luoghi fondamentali della carta sono presenti stelle fisse aventi natura marziale. 
Tolomeo dichiara: «Quando la stella di Marte detiene, essa sola, il dominio è di norma cagione di distruzione per disseccamento; in particolare, se l’evento si produce nel genere umano, arreca guerre, sedizioni intestine, cattività, asservimento, insurrezioni, l’ira dei governanti, onde accadono, per tali motivi, morti improvvise; ed inoltre: malattie febbricitanti, febbri terzane, effusioni di sangue, morti violenti e rapide, soprattutto a chi è nel fiore dell’età. Similmente arreca violenze e soprusi e prevaricazioni, incendi e assassinii, rapine e ladronerie. E riguardo alla costituzione dell’aria suscita calori ardenti, venti caldi, pestilenziali e consuntivi, fulmini, bufere e mancanza di pioggia. Nel mare causa improvvisi naufragi per la turbolenza dei venti, fulmini o simili accidenti; nei fiumi la penuria delle acque, il prosciugamento delle fonti e la corruzione del le acque potabili. Riguardo a ciò che è necessario ed utile all’uomo, questa stella dà scarsità e perdita sia di animali, sia dei prodotti della terra e la perdita dei raccolti per la combustione causata da forte calura o da cavallette o dal battere dei venti o dalla combustione delle derrate immagazzinate» [19]
Seguendo indicazioni esposte da Andrea Argoli, «l’eclissi di Sole, quando è afflitta dai pianeti malefici nei segni <zodiacali> di fuoco, preannuncia guerre, incendi di città e di luoghi, devastazioni e rovina delle province, spopolamenti e malattie dilaganti derivanti dagli umori biliosi. Se l'eclissi avviene in un segno <zodiacale> fisso, annuncia guerre difficili e di lunga durata, congiure dei principi e discordie; da esse derivano danni e talvolta anche morti; grandi sconvolgimenti dei venti, scarsità delle cose necessarie al sostentamento e danni agli edifici e alle loro fondamenta. In un segno <zodiacale> quadrupede indica il moltiplicarsi degli animali nocivi e una pestilenza fra i vitelli, i cavalli, i buoi, il bestiame minuto e gli altri animali domestici»  [20]
L'orientalità dei pianeti dominatori Marte e Giove rispetto all'eclisse indica accrescimento dei loro significati [21].
Questa eclisse di Sole si forma in segno zodiacale solido e, insegna Tolomeo, concerne «le fondamenta e le costruzioni» [22] e, in senso ampio, tutto ciò che costituisce certezza nell'esistenza. In particolare, essa si è formata nel terzo decano del segno zodiacale del b e, secondo Teofilo di Edessa, «il Sole eclissato nel terzo decano <del segno zodiacale del Leone indica> guerra, prigionia e assedio delle città» [23]. Inoltre, questo autore afferma che «se le eclissi si verificano nei segni <zodiacali> opposti (vale a dire, Leone, Ariete e Sagittario), il male giungerà peggiore, poiché questo indica carestia, battaglie e la caduta delle città in ogni luogo del mondo abitato, insieme alla perdita di animali selvatici e di ogni genere di creature e bestiame» [24]
Al Biruni concorda nel sostenere che un pianeta malefico che proietta il suo raggio sul luminare in aspetto esatto semina malattie e distruzione e che i segni zodiacali ignei annunciano siccità e la caduta dei regnanti. 
Abraham Ibn Ezra, dal canto suo, dichiara: «29. (6) Se i pianeti malefici sono con i luminari o formano un aspetto con essi: vi saranno malattie e massacri nel mondo» [25]
Masha'allah ibn Athari, invece, sostiene che un’eclisse di Sole, quando si verifica in un segno zodiacale igneo, «7. (4) indica la morte di re e governanti, siccità e carestia, e lo stesso vale nei <restanti> segni <zodiacali> di fuoco» [26]. Inoltre, sostiene questo autore che quando avviene nei segni zodiacali fissi o solidi, le eclissi «8 (4) indicano una sventura duratura e acuta» [27] e che «7. (5) se i <pianeti> malefici formano un aspetto <con l'eclissi>, essi aggiungono sventura a sventura»[28]
La lunga durata può essere desunta dalla circostanza che tramonta eclissato e non ha il tempo di liberarsi dalla copertura del disco lunare prima di scomparire sotto l'orizzonte occidentale.
Inoltre, avvenendo al tramonto, secondo Tolomeo questa eclisse «riguarda il mutamento delle leggi, la vecchia età, i morti» [29].   
Questa eclisse nel segno zodiacale del b interessa particolarmente l’Italia per vari motivi. 
In primo luogo, come si è detto in precedenza, avviene nel segno zodiacale storicamente assegnato all’Italia e alla sua capitale, Roma. 
In particolare, Roma non è solo il centro politico dell’Italia, ma riveste un ruolo spirituale in quanto sede della bimillenaria istituzione della Chiesa Cattolica e può essere considerato cuore e simbolo dell’intera civiltà occidentale. 
Beda il venerabile, santo e dottore della Chiesa, disse: «Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma; cum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus». Se non è sufficiente una sola eclisse per decretare la fine di una civiltà plurimillenaria, tuttavia il suo verificarsi in certe condizioni può costituire un indizio che quella fine non è poi così lontana. 
Occorre far presente che il fenomeno si verifica mentre attuale capo dello stato è Sergio Mattarella, nato col Sole nel segno zodiacale del b [30]
Infine, sulla sponda opposta del Tevere, siede sul soglio di Pietro il pontefice che ha scelto ‘Leone’ come suo nome da regnante della Chiesa cattolica. 
A questa proposito, occorre considerare che l’altro dominatore dell’eclisse è Giove, significatore universale della religione e del mondo ecclesiastico. 
Se si osserva la carta di nascita dello stato italiano (il Regno d’Italia) [31], questo pianeta si colloca a 21° b e nella Casa IV (il territorio) e si forma su Giove. 
Inoltre, l’asse del meridiano dell’eclisse si sovrappone esattamente sull’orizzonte della carta di nascita dello Stato italiano: questa figura apre all’eclisse la possibilità di manifestare con forza i suoi significati sull’Italia. 
L’ingresso vernale del 2027, redatto per Roma, mostra Marte, signore dell’Oroscopo (AS), nella Casa X e sovrapposto al luogo dell’eclisse. 


Questo ingresso acquista rilevanza se si osserva che la Luna, dopo l’eclisse, forma la prima figura proprio con Marte mediante esagono (sestile) zodiacale; e Marte, nella carta di ingresso, si sovrappone esattamente alla posizione della Luna nell’eclisse. 
Marte, signore dell’Oroscopo (AS), si trova opposto a Venere, signore dell’Occidente (DS), indicando tensioni e conflitti. 
In conclusione, questa eclisse di Sole si presenta come un segno particolarmente significativo per l’Italia e, soprattutto, per Roma. Il suo formarsi in b, segno tradizionalmente attribuito all’Italia e alla Città eterna, la sua visibilità sul territorio nazionale e le condizioni della figura eretta per Roma concorrono a delineare un periodo nel quale possono manifestarsi tensioni, conflitti e profonde trasformazioni, con possibili ripercussioni sul territorio, sulla popolazione, sulle istituzioni e sul mondo ecclesiastico.
Non è possibile stabilire in anticipo attraverso quali eventi concreti tali significati possono manifestarsi, né sarebbe corretto ricondurre a una sola eclisse il destino di una nazione o, ancor più, di una civiltà. Tuttavia, inserita nel più ampio “corridoio delle eclissi” del 2026-2034, questo evento sembra assumere il valore di un segnale iniziale: l’annuncio di una fase di passaggio nella quale equilibri consolidati potrebbero essere messi in discussione. 
Roma, culla e centro spirituale della civiltà occidentale, diviene così il luogo simbolico nel quale il fenomeno celeste acquista il suo significato più profondo. Il Sole, signore del b, si oscura sul suo orizzonte occidentale proprio mentre tramonta: un’immagine astronomica di straordinaria forza simbolica, quasi a rappresentare la conclusione di un tempo e l’incerto principio di un altro. 
Se davvero le eclissi sono, come ritenevano gli antichi, segni impressi nel cielo prima che i loro significati divengano visibili sulla Terra, quella del 12 agosto 2026 potrebbe essere ricordata non tanto per ciò che accadrà nel giorno del suo oscuramento, quanto per ciò che quel tramonto sembra annunciare: l’inizio di un tempo di trasformazione per Roma, per l’Italia e, forse, per quell’Occidente di cui la Città eterna è stata per secoli il cuore e il simbolo.

[1] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 3 ‘Delle familiarità delle regioni con i trigoni e le stelle’.
[2] Abraham Ibn Ezra, Il libro del mondo (II versione), § 14.
[3] Abraham Ibn Ezra, Il libro del mondo (I versione), § 56.
[4] Abraham Ibn Ezra, Il libro del mondo (I versione), § 38. 
[5] Andrea Argoli, Ptolemaeus parvus, in Genethliacis junctus Arabibus, libro I, cap. 1 ‘Sui segni dello Zodiaco, e le loro qualità e divisione’. 
[6] «In molte città, infatti, l'Ascendente è noto; come a Roma, il quindicesimo grado del Leone» [Andrea Argoli, Dissertatio in Eclipsim Solis 12. Augusti 1654. Et aliqua in Eclipsim Solis 1652. 8. Aprilis.
[7] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 5 ‘Dell’esame delle regioni impressionate’. 
[8] Gerolamo Cardano, Aphorismorum astronomicorum segmenta septem, sez. V, § 45. 
[9] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 5 ‘Dell’esame delle regioni impressionate’. 
[10] L'apertura delle porte o dei battenti (Fath al-abwâb) indica gli aspetti per congiunzione, quadrato ed opposizione tra due astri i cui domicilî sono opposti (Mercurio-Giove, Venere-Marte, Sole-Saturno, Luna-Saturno), oppure quando la Luna separandosi da uno di essi si applica all'altro. In quest’ultimo caso Abenragel ritiene efficaci soltanto quelle che si formano con la Luna che dista dal Sole 12°, 45°, 90°, 135°, 168°, 180°, 192°, 225°, 270°, 315°, 348°. Queste figure si osservano in astrologia cattolica ed in particolare nei giudizi meteorologici, poiché si ritiene che corrrispondano a precisi mutamenti dello stato atmosferico.
[11] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 3 ‘Delle familiarità delle regioni con i trigoni e le stelle’. 
[12] Il fenomeno su Roma inizia alle 19h 32m (L.T.), ma il Sole tramonta alle 20h 14m (L.T.), 3 minuti dopo il massimo oscuramento. 
[13] L'eclisse di Sole può incominciare ad anticipare i suoi effetti già nel mese sinodico del quale costituisce l'inizio, in quanto agisce come sizigia novilunica (L.N.).
[14] Gerolamo Cardano, Aphorismorum astronomicorum segmenta septem, sez. II, § 17. 
[15] Nell’astrologia classica che fonda il giudizio sulla visibilità, l’essere tramontato indica una diminuzione della capacità dei corpi celesti di manifestare i loro significati tanto universali quanto accidentali. 
[16] Trovandosi nel segno zodiacale dell’^, Saturno è disposto da Marte. 
[17] Abraham Ibn Ezra, Il libro del mondo (II versione), § 7. 
[18] Capella (α Aurigae) può preannunciare terremoti se testimonia un'eclissi solare.
[19] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 8 ‘Della qualità dell’evento futuro’. 
[20] Andrea Argoli, Dissertatio in Eclipsim Solis 12. Augusti 1654. Et aliqua in Eclipsim Solis 1652. 8. Aprilis.
[21] «Gli astri suscitatori della causa [...] quando si configurano mattutini rispetto alle eclissi solari [...] tutto accrescono» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 7 ‘Del genere di ciò che è impressionato’].
[22] Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 7 ‘Del genere di ciò che è impressionato’. 
[23] Teofilo di Edessa, Giudizi apotelesmatici.
[24] Teofilo di Edessa, Giudizi apotelesmatici.
[25] Abraham Ibn Ezra, Il libro del mondo (I versione), § 29. 
[26] Masha'allah ibn Athari, Il libro di Māshāʾallāh sulle eclissi della Luna e del Sole, le congiunzioni dei pianeti e le rivoluzioni degli anni, cap. 7.
[27] Masha'allah ibn Athari, Il libro di Māshāʾallāh sulle eclissi della Luna e del Sole, le congiunzioni dei pianeti e le rivoluzioni degli anni, cap. 7. 
[28] Masha'allah ibn Athari, Il libro di Māshāʾallāh sulle eclissi della Luna e del Sole, le congiunzioni dei pianeti e le rivoluzioni degli anni, cap. 7
[29]Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 7 ‘Del genere di ciò che è impressionato’. 
[30] Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941 alle 11h 40m
[31] Si preferisce utilizzare la carta di acclamazione di Vittorio Emanuele II come Re d’Italia da parte del Parlamento avvenuta a Torino il 18 febbraio 1861 alle 11h 00m (L.T.).

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