Tra il 18 e il 21 gennaio 2026 la Sicilia, la Sardegna e la Calabria sono state interessate da un'intensa depressione mediterranea denominata “ciclone Harry”. Questa depressione ha avuto origine il 17 gennaio 2026, verso le ore 12, nella zona di Valencia, in Spagna [1].
Quarantotto ore dopo il minimo depressionario è scivolato tra Tunisia e Libia con una pressione di 1002 hPa. Non riuscendo ad avanzare verso est a causa di un'area di alta pressione sull’Europa orientale, si è bloccato facendo aumentare soprattutto il gradiente barico [2] a est del minimo (nella carta pubblicata sul sito dell’Aeronautica militare, si può notare la vicinanza delle isobare, indice di una variazione di pressione significativa in una ridotta estensione spaziale [Fig. 1]). 
Questa disposizione del campo di pressione al suolo ha dato origine a una forte ventilazione da sud-est che ha investito le due isole maggiori e il meridione ionico, anche per la formazione di minimi secondari sullo Stretto di Sicilia e sul canale di Sardegna.
Alle 13h (L.T.) del 19 gennaio la stazione meteo di Pantelleria fa registrare raffiche di circa 106 km/h (ossia: 57 nodi), mentre i venti sfiorano gli 80 km/h anche sulle coste orientali di Sicilia e Sardegna. Con il fetch [3] molto esteso dal Mar Libico ai canali tra le isole, questa ventilazione innesca a sua volta un significativo aumento del moto ondoso, che giunge fino a condizioni di mare grosso, con onde tra 6 e 9 metri sullo Ionio meridionale.
Queste condizioni di estremo maltempo hanno insistito sulle suddette regioni con venti intensi e impetuosi da est e sud-est per oltre 48 ore.
Tra il 18 e il 21 gennaio 2026, Harry ha prodotto piogge molto intense (fino a 570 mm), mareggiate (onde distruttive fino a 9,7 metri) e vento impetuoso (oltre 100 km/h) in diverse aree, causando gravi impatti costieri e nell'entroterra (si veda il caso della cittadina di Niscemi), soprattutto a causa del dissesto idrogeologico, ormai endemico, che caratterizza il territorio italiano.
Eventi estremi come questo sono generalmente preceduti dal verificarsi di eclissi dei luminari su specifici luoghi.
Per poter ricollegare gli effetti di un’eclisse dei luminari a una determinata zona della Terra occorre che il fenomeno celeste (l’oscuramento, parziale o totale, del disco del luminare eclissato) sia visibile in tal zona.
E anche in questo caso, un’eclisse ha interessato la zona colpita da questo ciclone: quella totale di Luna del 7 settembre 2025, sebbene visibile sul luogo come parziale.
Con riferimento alla città di Palermo [4] (capoluogo della Sicilia, la regione più colpita) la centralità è avvenuta alle 20h 11m (L.T.) con una durata totale di 03h 31m.
Calcolando le tempistiche seguendo i precetti tolemaici, considerando che la Luna si trovava a 1h,7886 dall’Oroscopo (AS), questa eclisse ha incominciato a produrre i suoi effetti dal 29 ottobre 2026 alle 19h 37m (L.T.) fino all’11 febbraio 2026 alle 12h 08m (L.T.).
In un mio post sul mio profilo social (Facebook) del 7 settembre 2025 avevo scritto: «La Luna, il luminare eclissato, si trova nei Pesci, segno zodiacale acqueo caratterizzato da sovrabbondanza di umidità, e in corrispondenza della costellazione dell'Aquario, in prossimità dell'asterismo della Cascata d'acqua. La posizione dell'eclisse nei Pesci, segno zodiacale acqueo, richiama le acque in generale e, in particolare, i mari con le sue onde e flutti, i fiumi e le fonti e gli animali in esse contenuti (animali marini e fluviali) come tutto ciò che attiene alla navigazione. Ciò viene confermato dalla presenza di Giove nel Granchio, segno zodiacale acqueo, e per la presenza del luminare eclissato in corrispondenza dell'asterismo della Cascata d'acqua (piogge abbondanti che possono generare fenomeni alluvionali e smottamenti). Inoltre, la Luna è congiunta nello spazio locale con Algenib (γ Pegasi), stella fissa avente natura Marte-Mercurio che pone l'accento sulla navigazione e sui nemici e può comportare eventi improvvisi, violenti e sfortunati. Questi eventi possono riguardare tutto ciò che attiene alle acque, ma anche il mondo umano, dal momento che l'Aquario ha immagine umana. Questa eclisse sembra indicare possibilità di eventi climatici estremi, piogge e rovesci temporaleschi intensi che possono provocare eventi alluvionali in prossimità di fonti e fiumi».
Il ciclone si è abbattuto sulla Calabria e sulle due isole maggiori dal 19 al 21 gennaio 2026, all’interno del periodo temporale degli effetti dell’eclisse.
Si osservi la carta della sizigia novilunica del 18 gennaio 2026 alle 20h 52m (L.T.), redatta sempre per Palermo, il capoluogo della Sicilia, la regione più colpita [Fig. 2].

L’Occidente (DS) compie ingresso presso il luogo occupato dalla Luna nell’istante della centralità: si tratta di un richiamo della carta dell’eclisse del 7 settembre 2025.
Questa sizigia novilunica è stata preceduta da tre aperture delle porte:
1) quella fra Venere e Marte dell'8 gennaio 2026, che può causare piogge, fulmini e talvolta grandine;
2) quella fra Mercurio e Giove del 14 gennaio 2026, che produce venti;
3) quella fra Luna e Saturno del 16 gennaio 2026, con Saturno nell'acquoso segno zodiacale dei Pesci, foriera di grandi piogge.
La carta mostra che la sigizia si è formata sulla longitudine celeste (λ) dell'elevazione di Marte con questo pianeta congiunto alla sizigia stessa.
Marte e Saturno sono in ricezione mista (receptio mixta), trovandosi entrambi in esagono (sestile) fra luoghi nei quali esercitano dignità essenziali.
Pertanto, si può porre questa sizigia novilunica sotto il dominio dei malefici Marte e Saturno, poiché questa sizigia si è formata nel segno zodiacale del Capricorno, luogo dell'elevazione di Marte e del domicilio di Saturno, con entrambi questi pianeti che la testimoniano, Marte per congiunzione e Saturno per esagono zodiacale e orario (mondano), .
Saturno si trova in luogo an
golare (la Casa VII), posizione mondana che gli conferisce forza accidentale, e in prossimità del punto equinoziale vernale (luogo zodiacale molto umido). Questo pianeta si trova nelle parti meridionali dei Pesci, in quanto ha una latitudine celeste (β) 02° S 12' e si trova in corrispondenza della testa del Pesce meridionale [Fig. 3].
Nei suoi giudizi apotelesmatici, Teofilo di Edessa afferma che quando Saturno si trova nelle parti meridionali dei Pesci, «provoca l'improvviso afflusso di una grande quantità di acque e lo straripamento dei fiumi».
La natura nociva di Saturno, consistente nel suo essere eccessivamente freddo e secco, è accentuata dall'essere per fase occidentale al Sole.
Saturno è, inoltre, testimoniato per congiunzione oraria da Markab (α Pegasi) [Fig. 3], stella fissa di natura Marte/Mercurio. Questa stella, avente natura violenta, costituisce assieme a Scheat (β Pegasi) il XXVI manzil (dimora lunare) Al Fargh al Mukdim (منازل) che rappresenta il 'beccuccio anteriore della giara' ed è spesso associata a piogge o a condizioni meteo instabile. Marte, sebbene combusto, è congiunto a Mercurio, agevolando la formazione di venti forti e impetuosi.
La sizigia novilunica, fortificata dall'accumulo planetario (Mercurio, Marte e Venere), si è formata vicino a stelle fisse della costellazione del Capricorno, quali Giedi Prima e Seconda (α Capricorni), Dabih (β Capricorni), Bos (ρ Capricorni), Al Shat (ν Capricorni), collegate a grandi tempeste soprattutto in mare.
Sul Culmine (MC) si trova Aldebaran (α Tauri) [Fig. 4], la stella Pallilizio, che per la sua natura violenta è collegata a pericolo e perdita a causa di inondazioni, tempeste, naufragi o annegamento. Inoltre, nella Casa X si trova la costellazione di Orione, collegata a piogge e tempeste violente.
Interessante è anche il ruolo di Giove.
Questo pianeta, avente natura caldo e umida, si trova nel luogo della sua elevazione (il Granchio) e, fra tutti i pianeti, è quello più prossimo allo zenit per l’emisfero settentrionale della Terra [δ: 22° N 22’]. Inoltre, Giove ha da poco terminato la fase dell'acronicità e genera calore, a causa della sua luminosità e del trovarsi sopra l'eclittica, in quadrante stagionale estivo e nel primo quadrante diurno. In meteorologia, al contrario di quanto si possa pensare, le basse pressioni atmosferiche sono causate dall'aria calda. Infatti, l'aria calda, espandendosi, diventa meno densa, creando zone di bassa pressione.
Questo pianeta, dispositore di Saturno, posto nel luogo della sua elevazione, più vicino allo zenit degli altri pianeti, diventa più operativo (anche se contro la sua natura, a causa del non rispettare la sua fazione o setta), favorendo il formarsi di basse pressioni e generando molte piogge e venti forti.
Secondo Teofilo di Edessa, Giove acronico nel segno zodiacale del Granchio, «indica tempeste».
Inoltre, Giove è testimoniato per congiunzione oraria da Wasat (δ Geminorum) [Fig. 4], avente natura Saturno e indicante violenza e distruzione. 
Non v’è dubbio che l'effetto distruttivo del ciclone Harry è, in questa carta, segnalata dal dominio dei pianeti malefici Marte e Saturno.
Questa sizigia novilunica, unitamente a Mercurio, Marte e Venere, si è formata presso il luogo in cui è avvenuta la congiunzione media semplice Saturno-Giove del 21 dicembre 2020.
Come sostenuto da tempo, questo periodo storico con i suoi eventi è caratterizzato dalla congiunzione media semplice Saturno/Giove nella quale domina Saturno [5]. Da ciò ne discende che qualsiasi carta di ingresso vernale o stagionale, di sizigia o di eclisse dei luminari, che abbia dei punti di contatto con quello della congiunzione media semplice o con le posizioni assunte dai pianeti all’instante di tale congiunzione, richiede di essere esaminata attentamente, in quanto potrebbe indicare eventi o accadimenti importanti o comunque straordinari.
[1] Sito Aeronautica Militare - Harry: storia di una tempesta (link: https://www.meteoam.it/it/in-primo-piano/harry--storia-di-una-tempesta ).
[2] Il gradiente barico è la variazione della pressione atmosferica nello spazio, orizzontale o verticale. Definisce la forza che sposta l'aria, causando il vento: maggiore è la differenza di pressione tra due zone (isobare vicine) e minore è la loro distanza, più intenso sarà il vento.
[3] Il fetch è la porzione di mare aperto o lago in cui il vento soffia con intensità e direzione costanti, trasferendo energia all'acqua e generando onde senza incontrare ostacoli (coste, isole). Più lunga è la distanza del fetch, maggiore è l'altezza delle onde marine.
[4] Ho redatto la carta per Palermo per due ragioni. In primo luogo, perché questa città è il capoluogo della regione più colpita; in secondo luogo, perché geograficamente si trova, più o meno, al centro della zona (estesa dalla Sardegna alla Calabria) interessata dal ciclone Harry.
[5] Si veda l’articolo ‘Considerazioni generali sull'ombrosa congiunzione media Saturno/Giove’ presente in questo sito (https://www.sphaeracoelestis.it/articoli/considerazioni-generali-sull-ombrosa-congiunzione-media-saturno-giove).
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