La cometa di Neanderthal: un tentativo di previsione

«Cometem non esse physicam causam calamitatem, sed signum potius ad placitum Dei»

E' stata battezzata la cometa verde (in virtù della colorazione della chioma) o cometa di Neanderthal (il periodo storico nel quale sarebbe passata l'ultima volta vicina alla Terra) quella che l'1 febbraio 2023 darà spettacolo nel Cielo. 
Ufficialmente il suo nome è C/2022 E3 ZTF ed è stata scoperta il 2 marzo 2022 in California dagli astronomi Bryce Bolin e Frank Masci. 
Quello cometario è un fenomeno che ha sempre affascinato l'essere umano, da quando ha incominciato a volgere il suo sguardo verso l'alto e la profondità infinita del Cielo.
Le comete [in gr. κομήτης (kométes), che significa 'chiomato', 'dotato di chioma'] sono corpi celesti relativamente piccoli, simili agli asterodi, composti da gas ghiacciati (acqua, metano, ammoniaca, anidride carbonica), frammenti di rocce e metalli. 
Le loro orbite si estendono oltre quella di Plutone e quando entrano nella parte interna del Sistema solare sono frequentemente caratterizzate da orbite elittiche, molto oblunghe.
L'origine di questi corpi celesti rimane tuttora un mistero e sono state avanzate molte ipotesi da parte di astronomi e astrofisici. In generale, si ipotizza che le comete siano dei residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui ebbe origine e si formò il Sistema Solare: le zone periferiche di tale nebulosa sarebbero state abbastanza fredde da permettere all'acqua di trovarsi in forma solida. L'astronomo olandese Jan Oort (1900-1992) ha ipotizzato che le comete di lungo periodo proverrebbero da una zona (la c.d. Nube di Oort) che si trova fra Plutone (l‟ultimo pianeta del sistema solare) e la stella Proxima Centauri (α Centauri). Questa zona è costituita da miliardi di blocchi di ghiaccio frammisto a polveri e particelle di roccia. Alcuni di questi blocchi cadrebbero verso il Sole e, dopo moltissimo tempo, entrerebbero nel Sistema Solare, con un‟orbita eccentrica che li porterebbe, dopo il passaggio al perielio, nuovamente nella zona di provenienza. Invece, le comete di corto periodo proverrebbero dalla fascia di Kuiper, un anello che, secondo il suo scopritore l‟astronomo americano Gerard Kuiper (1905-1973), sarebbe composto da pezzi di ghiaccio e roccia. 
Nelle comete è possibile distiguere:

1) un nucleo, che costituisce la parte solida centrale (c.d.  palla di neve sporca, soprannome dato da Fred Whipple), di dimensione variabile (da centinaia di metri fino a km 50 o più), composto da roccia, polvere e ghiacci d'acqua e di altre sostanze, comunemente presenti sulla Terra allo stato gassoso;
2) una chioma, la quale costituisce un’atmosfera temporanea che circonda il nucleo generata dalla sublimazione degli strati strati di ghiaccio più esterni del nucleo provocata dal calore del Sole;
3) una coda, che è il lungo strascico luminoso che segue la testa (nucleo e chioma) in direzione opposta a quella dell'orbita intorno al Sole (in alcuni casi rari, si può formare un’anticoda, consistente in una piccola coda apparentemente puntata verso il Sole), formata dalla pressione di radiazione del Sole esercitata sulla chioma.

Le comete possono essere periodiche, se il loro periodo orbitale è inferiore ai 200 anni o è stato osservato il loro passaggio al perielio già due volte (in tale caso, vengono indicate dagli astronomi con il prefisso P/); oppure non periodiche, se il loro periodo orbitale è superiori ai 200 anni o non è stato osservato il loro passaggio al perielio già due volte (in tale caso, vengono indicate dagli astronomi con il prefisso C/).
La durata delle comete dipende dal numero dei loro passaggi al perielio e dalla consistenza del loro nucleo. I ripetuti passaggi vicino al Sole (perielio) erodono le comete, privandole progressivamente degli elementi volatili, fino a che la coda non si può più formare, e rimane solo il materiale roccioso. Se questo non è abbastanza legato, la cometa può semplicemente svanire in una nuvola di polveri. Se invece il nucleo roccioso è consistente, la cometa è adesso diventata un asteroide inerte, che non subirà più cambiamenti.
Nell’antichità greca e fino al tardo Rinascimento la teoria dominante fu quella aristotelica, secondo la quale le comete erano il prodotto visibile dell’incendio di esalazioni calde e secche provenienti dalla superficie terrestre ed elevatesi sino alla sfera del fuoco.
Questa teoria si integra con la cosmologia aristotelica e, in particolare, con la divisione del Cosmo in due sfere separate: quella terrestre, regno dei quattro elementi e della generazione e corruzione delle sostanze; e quella celeste, composta di solo etere e di corpi immutabili.
All’interno di questo schema, Aristotele colloca le comete nella regione terrestre e al di sotto della sfera lunare: si tratta di fenomeni temporanei e imprevedibili, incompatibili con l’immutabilità della regione celeste.
In accordo con la concezione aristotelica delle comete (secondo cui sono preagio di siccità e venti), nel trattarle brevemente, Claudio Tolomeo attribuisce loro la natura di Marte e di Mercurio, in quanto il primo ha virtù calda e secca, il secondo essendo mutevole e ventoso. Afferma, infatti, Tolomeo: «Si deve inoltre osservare, nelle condizioni proprie degli eventi generali, quali apparizioni di comete [...] i cui effetti sono per natura consoni alle caratteristiche delle stelle di Marte e di Mercurio» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili'].
Dello stesso tenore è Gerolamo Cardano: «Le comete vengono da Marte e da Mercurio, poiché si muovono velocemente e recano qualcosa di igneo» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
La comparsa improvvisa di questi oggetti di moto variabile, di vari colori e forme, muniti o meno di strascichi luminosi più o meno lunghi, ha suscitato curiosità e timori nell'animo umano che, sin dai tempi antichi, ha cercato in base alle loro peculiarità, mediante l'osservazione, di ricercarne significati per formulare giudizi previsionali. 
Gli effetti comuni riconducibili al passaggio delle comete «derivano dalla convergenza fra Marte e Mercurio» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. Tali effetti sono, per lo più e nella quasi totalità, negativi, arrecando danni quali aridità, siccità, sterilità, venti, battaglie, guerre, sedizioni, rivolte, al seguito del loro passaggio. 
Gli effetti peculiari sono riconducibili al colore e alla forma del nucleo, della chioma e della coda.  A questo proposito, Claudio Tolomeo sostiene la necessità di osservare e studiare l'apparizione delle comete: «Si deve inoltre osservare, nelle condizioni proprie degli eventi generali, quali apparizioni di comete si presentano sia nei tempi dell’eclissi, sia in ogni altro tempo. [...] Ed esse mostrano, in virtù delle parti dello Zodiaco ove appaiono le loro condensazioni ed in virtù delle inclinazioni secondo le figure della chioma, i luoghi in cui gli eventi sono accusati. Ed in virtù della loro condensazione medesima, quale sembianza e rappresentazione, sarà nota la specie e il genere dell’evento futuro ove si diffonderà il patimento. Ed in forza del tempo della loro permanenza sarà nota la durata degli accadimenti. Infine, in forza della loro posizione rispetto al sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
Il colore assunto accomuna la natura della cometa, fondamentalmente di Marte e Mercurio, a uno dei sette pianeti visibili, così come avviene per le eclissi. In tal senso, dichiara Cardano: «Sebbene tutte le comete siano della natura di Marte e Mercurio, hanno tuttavia qualcosa in comune anche con gli altri pianeti, ciò si deduce dal loro colore, non diversamente dal caso delle eclissi» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. Secondo Tolomeo: «Se appaiono neri o lividi sono significatori dei medesimi effetti di cui parlammo riguardo alla stella di Saturno; bianchi, di quelli della stella di Giove; rossicci, di quelli della stella di Marte; fulvi, di quelli della stella di Venere; e se son variegati,di quelli della stella di Mercurio» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili']. Si legge in Efestione di Tebe: «quando appaiono scure o giallastre, diventano indicative di quanto detto per la natura di Kronos; quando bianche, di quanto si diceva per la natura di Zeus; rossastre, per la natura di Ares; gialle, per la natura di Afrodite; multicolori, per la natura di Hermes» [Hēphaistíōn ho Thēbaĩos (Ἡφαιστίων ὁ Θηβαῖος), Apotelesmatikos, cap. XXIV 'Riguardo i colori delle eclissi e delle comete']. Dal canto suo Cardano afferma: «se è fosca, la cometa partecipa anche di Saturno; se è completamente bianca, è gioviale; se rossastra, marziale; se fulva, venerea; se di vario colore, è dominata dalla forza di Mercurio» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. John Galdbury, infine, sostiene: «Essi attribuiscono ragionevolmente e molto giustamente al Sole quelle comete che appaiono di un colore splendente, giallo o oro [...] Come quelle che sono di un colore plumbeo, invidioso, pallido, cinereo, sono chiamate saturnine. Quelle che sono molto luminose e chiare, più bianche di quelle del Sole, sono chiamate comete di Giove, o nuove stelle gioviali [...] Quando una nuova stella o cometa appare nel Cielo, di colore rosso, fulgida, o fiammeggiante, è allora attribuita al pianeta Marte. Appartengono al pianeta Venere quelle comete che sono di un colore illustre, piacevole, luminoso, argenteo, chiaro e trasparente a vedersi. Quando una cometa o una nuova stella appare nel Cielo di diversi differenti colori, come azzurro, giallo, rosso, verde, ecc., in qualche modo simile a un arcobaleno, puoi essere sicuro che sono comete di Mercurio. In ultimo, se appare una <cometa> di pallido, bianco britannico, la Luna possederà il colore» [John Galdbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, cap. II 'Dei nomi e dei tipi di comete o delle stelle ardenti'].
Per quanto riguarda la forma, Claudio Tolomeo ne menziona alcune: «Fra queste, vi son quelle che son dette piccole verghe o trombe o giare e simili» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colori delle eclissi e delle comete e simili']. Efestione di Tebe distingue, per forma e colore, vari tipi di comete: il Cavaliere (Ippeùs), associata ad Afrodite; la Spada (Xiphías), ad Hermes; la Fiaccola o Torcia (Lampadías), ad Ares; il Disco o a forma di Disco (Diskeùs), a Kronos; una di forma rotonda e simile a una rosa (Ilitia); e un'ultima chiamata Tifone. John Gadbury ne riporta dodici tipi, diversi per forma e colore: la stella crinita; quella barbuta (Pogonias); quella a forma di dardo o giavellotto (Faculum); quella a forma di spada (Gladius); quella a forma di disco (Disceus); quella a forma di botte (Pithetes); quella a forma di corno (Cĕrătĭās); quella a forma di lampada (Lampas); quella che ricorda un cavallo (Hippeus); quella che ricorda una capra (Hircus); quella a forma di lancia o bidente (Hasta). Ad ogni cometa vengono attribuiti significati e indicazioni a seconda della forma con cui si manifesta. In relazione alla forma e al colore, Cardano offre alcune indicazioni: «Quanto poi alla forma, poiché alcune somigliano a spade, significano distruzione di città: ciò infatti appartiene propriamente a Marte. Quella che è simile alla colonna di Giove, indica principi e sovrani. Invero, quella fornita di chioma, variopinta, lucente e con una bella coda, è della natura di Mercurio e, perciò, preannuncia venti, sedizioni ed eresie. Ma se è nera, con la cosa corta, priva di chioma, è della natura di Saturno e significa guerre lunghe, lebbra e cose di questo tipo. Quella che è lucente e ha un volto quasi umano, fulva e con la coda breve, e si vede raramente, è della natura di Venere, e annuncia l'avvento di un principe amato dal popolo, dopo lunghe discordie civili» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Nell'esame dei fenomeni cometari, è importante osservare:

1) il segno zodiacale corrispondente all'istante del passaggio al perigeo o dell'apparizione, in quanto similmente come nelle eclissi indica la zona della Terra potenzialmente interessata dagli effetti del passaggio della cometa;
2) la latitudine celeste (β) della cometa all'istante del passaggio al perigeo o dell'apparizione, in quanto spesso indica la latitudine geografica interessata dagli effetti del passaggio della cometa;
3) l'inclinazione della coda della cometa, in quanto indica da dove originano gli effetti e la direzione nella quale si dirigono o propagano.

Il fenomeno cometario è simile a quello delle eclissi e, per tal ragione, Tolomeo le tratta in un'unico capitolo (il cap. IX del libro II della Tetrabiblos).
Nelle eclissi le carte si redigono per l'istante del massimo oscuramento, quando queste raggiungono la massima intensità. Similmente, nei fenomeni cometari, il momento da prendere in considerazione dovrebbe essere quello della massima luminosità della cometa: ciò avviene in corrispondenza del suo passaggio al perigeo.  
In entrambi i fenomeni (quello delle eclissi e quello delle comete) il criterio è quello della visibilità del fenomeno (essendo le variazioni apparenti della luce a generare modificazioni nella materia e, di conseguenza, gli eventi nel mondo sublunare). Tuttavia, mentre per le eclissi il fenomeno consiste nel massimo oscuramento raggiunto in un determinato luogo della Terra (ove il fenomeno sia visibile), per le comete si deve prendere in considerazione la massima luminosità (che si realizzerebbe al passaggio della cometa al perigeo). Dichiara Tolomeo: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della massima velocità» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX]. Quanto affermato da Tolomeo viene ribadito da Cardano: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della massima velocità; chi sia il signore del luogo della cometa o dell'angolo succedente, se si muove secondo l'ordine dei segni; o di quello antecedente, se va contro l'ordine dei segni» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
Tuttavia, essendo l'orbita delle comete molto ellittica (quasi parabolica), non è facile individuare con esatta precisione né l'istante del passaggio al perigeo, né il momento della sua apparizione nel Cielo. Questa incertezza nella individuazione di tali istanti ha condotto molti studiosi dell'Arte astrologica a considerare la sizigia novilunica oppure plenilunica precedente all'apparizione di una cometa. Cardano riporta il caso dell'osservazione da parte di Alì Ibn Ridwan, il quale redasse la carta per il momento della sigizia novilunica immediatamente successiva all'apparizione. Riporta, a tal proposito, Cardano: «[...] osservò l'inizio della visibilità della cometa, piuttosto che il punto medio [...] osservò la prima congiunzione tra Sole e Luna verificatasi dopo il sorgere della cometa» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. Come nelle eclissi la durata degli effetti viene calcolata sulla base di tanti anni (in quelle di Sole) oppure mesi (in quelle di Luna) quante sono le ore equinoziali della durata del fenomeno dell'oscuramento (dal primo all'ultimo contatto); così la durata degli effetti annunciati dalla comparsa di una cometa, si misura dalla sua apparizione alla sua scomparsa alla vista umana.
Per quanto concerne il rapporto della cometa col Sole: se precede il Sole e quindi è mattutina, l’effetto si produce rapidamente; se segue il Sole e quindi è vespertina, si produce più lentamente. Dichiara Tolomeo: «in forza della loro posizione rispetto al sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili']. Alcuni secoli più tardi, Cardano conferma quanto affermato da Tolomeo: «Il rapporto con il Sole palesa l'inizio dell'effetto. Se infatti la cometa è orientale <al Sole>, l'effetto inizierà in breve tempo; se è occidentale <al Sole>, invece avrà inizio lentamente» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Per la determinazione del momento a decorrere dal quale incominciano a manifestarsi gli effetti del passaggio della cometa, si procede come per le eclissi. Si determina il luogo zodiacale corrispondente al perigeo o all'apparizione della cometa e si redige la carta, calcolandone la distanza oraria (DH) dall'Oroscopo (AS): gli effetti incominciano a prodursi dopo tanti mesi quante sono le ore della distanza oraria (DH) Afferma, a quersto proposito, Cardano: «Come per l'eclisse, l'inizio degli effetti può essere differito di tanti mesi, quante sono le ore disuguali dalle quali la cometa dista dall'Oriente» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Il tempo dell’evento e la grandezza degli effetti si possono, invece, desumere dalla durata dello splendere della cometa nel Cielo: se risplende a lungo, gli effetti saranno lunghi; se risplende per poco tempo, saranno brevi. 
Importante è anche il moto della cometa, se avviene secondo oppure contro la successione o l'ordine dei segni zodiacali.  A questo proposito, sostiene Cardano: «Quelle che avanzano contro l'ordine dei segni <zodiacali>, appaiono indicare sempre i mutamenti di religione, poiché questo moto è proprio del primo cielo, e viene perciò da Dio come motore supremo; e le religioni esistono con il permesso di Dio. [...] penso che la cometa, quando procede contro l'ordine dei segni <zodiacali> significa mutamento di religione. Perciò quella che da oriente si muove verso occidente significa mutamento della religione positiva, poiché si muove contro l'ordine dei segni <zodiacali>» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. Secondo Gadbury, «quelle comete o stelle ardenti che si spostano contrariamente alla successione dei segni <zodiacali>, presagiscono sempre modificazioni e cambiamenti nelle leggi, nei costumi e nelle costituzioni» [John Gadbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, sez. III 'I probabili effetti che possono in generale accompagnare queste comete'].
Inoltre, come nelle eclissi, è necessario accertare se, al momento del perigeo oppure dell'apparizione, la cometa si configurava per congiunzione oppure opposizione con un pianeta. Il pianeta che si configura in tal modo con la cometa esercita un'influenza, un dominio assieme a quello determinato sulla base del colore con il quale si manifesta la cometa e quello del segno zodiacale corrispondente al luogo del Cielo in cui la cometa è apparsa. 
In sintesi, si può concludere con quanto dichiara Cardano: «La grandezza <della cometa> fornisce indicazioni sulla rinomanza e sulla veemenza dell'effetto futuro. Il colore indica gli eventi in rapporto alla natura del pianeta dominante. [...] Lo splendore della cometa indica imprese incisive [...]. Il luogo dello Zodiaco, poi, indica molte cose, la zona, provincia, regione, o città. [...] Va osservata la latitudine <celeste> rispetto allo Zodiaco: essa mostrerà il luogo suo proprio [...] bisogna vedere a quale stella errante la cometa sia congiunta od opposta: sarà infatti facile capire da essa di quale natura sia. In quinto luogo, con quale stella fissa condivida la posizione, e la tipologia è la stessa dei pianeti [...]» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos].
Infine, Cardano indica come può venirsi a estinguere l'effetto prodotto, riconducibile a una cometa: «gli effetti della cometa vengono a cessare in tre modi: o perché la sua energia è di per sé limitata, come avviene a tutte le cause naturali; o perché sopravviene un'altra cometa, che sia di natura contraria, o che operando altri effetti con la propria forza distrugga i decreti della prima; o perché un'eclisse o congiunzione, di natura contraria, avvenga in luoghi contrari alla cometa» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. 
A questo punto, si passi ad esaminare il passaggio della cometa C/2022 E3 ZTF. 
Questa cometa ha raggiunto il perielio (distanza minima dal Sole di km 166 milioni dal Sole) il 12 gennaio 2023 e il suo passaggio al perigeo (distanza minima dalla Terra di circa km 42,5 milioni) è previsto per l'1 febbraio, quando raggiungerà la magnitudine approssimativa di 5,6 (la quale ne permetterebbe la visione a occhio nudo, se le condizioni atmosferiche lo consentano).
Dal 18 gennaio al 6 febbraio la cometa sarà circumpolare e, quindi, teoricamente visibile per tutta la notte nell'emisfero boreale, quando la sua magnitudine scenderà sotto 6. 
Secondo le previsioni sulla sua magnitudine, questa cometa potrà essere visibile a occhio nudo (quella presa in considerazione dagli antichi astrologi per formulare giudizi) dal 28 gennaio (magnitudine 5,9) al 5 febbraio (magnitudine 5,9). In base a questa previsione astronomica, la cometa farebbe la sua comparsa (apparizione) alla vista dell'occhio umano il 28 gennaio per poi sparire il 5 febbraio.  La sua vibilità a occhio nudo durerebbe per soli 9 giorni, a causa del suo moto rapido (dal momento che la sua latitudine celeste è molto elevata).
Quando si renderà visibile alla vista umana, la cometa si troverà in prossimità della costellazione dell'Orsa minore (Ursa minor), per poi attraversare quella della Giraffa (Camelopardalis) e, infine, sparire alla vista umana in prossimità della costellazione dell'Auriga.
Dal momento che nel breve periodo della sua visibilità la cometa può essere osservata nell'emisfero boreale della Terra, i suoi effetti si dovrebbero produrre esclusivamente o, quanto meno, prevalentemente in questo emisfero.
Il suo percorso attraversa una porzione di Cielo corrispondente ai segni zodiacali del b , a`. L'apparizione in corrispondenza del segno zodiacale del b  e il suo passaggio in quella porzione di Cielo che corrisponde al segno zodiacale del a indica possibili problemi relativi all'agricoltura, con distruzione di raccolti di mais e di altri prodotti e frutti, a causa di insetti (come vermi, bruchi, locuste) e parassiti; danni alle proprietà, perdite soprattutto per persone agiate e appartenenti all'alta borghesia o all'aristocrazia; discordie, guerre con possibili spargimenti di sangue soprattutto nella parte orientale della Terra; carestia, penuria e diffusione di malattie, anche gravi; tendenza a commettere atti lussuriosi, licenziosi e lascivi (anche incestuosi) con aumento di aborti, a trascurare lo spirito e ciò che è divino; controversie e dispute. 
Sempre per quanto concerne i possibili effetti globali riconducibili al suo passaggio, è necessario osservare il colore e la forma della cometa, riguardo il nucleo, la chioma e la coda.

Per quanto riguarda il colore, la cometa si mostra ai telescopi prevalentemente verde nella chioma (al punto tale, da essere stata battezzata 'La cometa verde'): ciò permette di assegnarle una natura prevalentemente mercuriale. 
Generalmente, le comete aventi natura mercuriale annunciano invenzioni o innovazioni tecnologiche che possono rivelarsi dannose per il genere umano, oltre che a penuria, carestia, epidemie, guerre e morte di personaggi importanti e illustri.
Afferma Gadbury: «Tali comete che sono della natura di Mercurio, dichiarano abbondanza di industriosità e politica da mettere in piedi nel mondo; rende gli uomini capaci di intrappolarsi e irretirsi a vicenda; denotano anche grandi calamità e la morte o la distruzione di alcuni uomini minori grandi o famosi; molte volte fanno presagire carestie, pestilenze e guerre. Gli uomini saggi sono rovinati e disprezzati, ingannati, degradati e distrutti. La cultura da sola è retrograda; e l'impudenza e l'ignoranza prendono il comando. I regni, i paesi, le città e le persone sottoposte a Mercurio sono i principali pazienti e soffrono durante gli effetti di queste comete» [John Galdbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, cap. II 'Dei nomi e dei tipi di comete o delle stelle ardenti']. Secondo Cardano: «se <la cometa> è mercuriale, produce fulmini, tuoni, terremoti, venti gravi, crudeli tempeste, nuove arti e invenzioni, ma tutte pericolose per il genere umano» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos].
Riguardo la coda, essa appare agli strumenti ottici lunga e sottile, rendendo questa cometa simile a una lancia o asta.
Il moto contrario a quello della successione od ordine dei segni zodiacali fa ipotizzare un cambiamento nelle leggi, nelle norme, nelle consuetudini sia in ambito civile che religioso. L'orientamento della cometa va da nord-est verso sud-ovest, facendo ipotizzare che l'evento critico possa avere origine in Asia (Russia) per poi estendersi verso le regioni occidentali (Europa).

Come sottolinea Cardano: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della velocità massima» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. 
La cometa C/2022 E3 (ZTF) dovrebbe raggiungere il perigeo (distanza dalla Terra 0,284 AU equivalenti a km 42,466 milioni): il 1 febbraio 2023 alle 17h 11m (UT).
La prima apparizione su Roma dovrebbe, invece, avvenire il 27 gennaio 2023 alle 16h 38m (UT). In questo momento, la posizione della cometa corrisponderebbe nello Zodiaco a 17°b 23' con latitudine celeste (β) 70° N 04' e declinazione (δ) 72°N 30'. Il fenomeno visivo dovrebbe esaurirsi su Roma il 6 febbraio 2023 alle 01h 14m (UT), quando la posizione della cometa corrisponderebbe a 20° ` 36' con latitudine celeste (β) 23° N 18' e declinazione (δ) 46°N 19'.  Nel suo percorso rapido e veloce, la cometa si trova ad attraversare, in senso inverso rispetto all'ordine o successione dei segni zodiacali, una porzione di Cielo compresa fra 17°b 23' e 20° ` 36'. L'apparizione della cometa in corrispondenza del segno zodiacale del b permette di ipotizzare che l'Italia e Roma possano essere interessate dagli eventuali effetti prodotti dal suo passaggio: questa congettura sembra essere confermata anche dal fatto che l'Oroscopo (AS) della carta dell'apparizione della cometa su Roma cade a 12°b 38'.
Al momento del passaggio al perigeo, la cometa si trova nello Zodiaco a 03° a 39'; tuttavia, a causa della sua latitudine celeste (β) pari a 48° N 08', il GdP della cometa su Roma viene a cadere a 22° ` 57'.
Nella carta del perigeo, la cometa è testimoniata dalla Luna per congiunzione e da Saturno per trigono sia nello Zodiaco che nello spazio locale (mondo). Le medesime testimonianze sono presenti nella carta redatta per il momento dell'apparizione su Roma. In quel momento, il GdP della cometa sarebbe 02° e 57', testimoniata dalla Luna per opposizione e da Saturno per trigono. Inoltre, sia nella carta del perigeo che in quella dell'apparizione, l'Oroscopo (AS) cade nel segno zodiacale del b.
La vicinanza della Luna con la cometa al momento del suo passaggio al perigeo sembra indicare una crisi che riguarda un governante, data la disposizione del Culmine (MC) da parte della Luna per trono (esaltazione e triplicità).
A questo proposito, è interessante notare che il GdP della cometa al momento dell'apparizione su Roma si forma all'opposizione del Culmine (MC) di nascita dell'attuale primo ministro Giorgia Meloni a 02° _ 13' che di quello di Jorge Mario Bergoglio a 00° _ 08'. Inoltre, la carta del momento dell'apparizione della cometa su Roma ha una domificazione pressocché identica a quella dell'attuale primo ministro italiano. Quindi, è possibile desumere criticità nella posizione di entrambi, soprattutto del primo ministro italiano.
Inoltre, il GdP dell'apparizione della cometa su Roma si sovrappone esattamente al luogo nel quale si è formata l'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022 (fenomeno visibile su Roma) e al quadrato del luogo della congiunzione media semplice dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 a 0° h. Infine, la sizigia novilunica precedente sia l'apparizione che il perigeo è avvenuta il 21 gennaio 2023 ore 20h 53m 05s (UT) e si è formata sul luogo della congiunzione dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 e al quadrato del luogo dell'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022. 
In qualche modo, dunque, il passaggio dei questa cometa richiama sia la congiunzione dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 che l'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022.
Considerando la distanza oraria (DH) della cometa al momento del suo passaggio al perigeo, è possibile congetturare che gli effetti possano incominciare a verificarsi poco dopo 2 mesi, verso i primi di aprile 2023. Del resto, l'orientalità della cometa al Sole depone per il verificarsi degli effetti, rispetto alla sua apparizione, presto nel tempo. Come afferma Tolomeo: «in forza della loro posizione rispetto al Sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].

 

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