Il ciclone Harry

Tra il 18 e il 21 gennaio 2026 la Sicilia, la Sardegna e la Calabria sono state interessate da un'intensa depressione mediterranea denominata “ciclone Harry”. Questa depressione ha avuto origine il 17 gennaio 2026, verso le ore 12, nella zona di Valencia, in Spagna [1]
Quarantotto ore dopo il minimo depressionario è scivolato tra Tunisia e Libia con una pressione di 1002 hPa. Non riuscendo ad avanzare verso est a causa di un'area di alta pressione sull’Europa orientale, si è bloccato facendo aumentare soprattutto il gradiente barico [2] a est del minimo (nella carta pubblicata sul sito dell’Aeronautica militare, si può notare la vicinanza delle isobare, indice di una variazione di pressione significativa in una ridotta estensione spaziale [Fig. 1]). 



Questa disposizione del campo di pressione al suolo ha dato origine a una forte ventilazione da sud-est che ha investito le due isole maggiori e il meridione ionico, anche per la formazione di minimi secondari sullo Stretto di Sicilia e sul canale di Sardegna. 
Alle 13h (L.T.) del 19 gennaio la stazione meteo di Pantelleria fa registrare raffiche di circa 106 km/h (ossia: 57 nodi), mentre i venti sfiorano gli 80 km/h anche sulle coste orientali di Sicilia e Sardegna. Con il fetch [3] molto esteso dal Mar Libico ai canali tra le isole, questa ventilazione innesca a sua volta un significativo aumento del moto ondoso, che giunge fino a condizioni di mare grosso, con onde tra 6 e 9 metri sullo Ionio meridionale. 
Queste condizioni di estremo maltempo hanno insistito sulle suddette regioni con venti intensi e impetuosi da est e sud-est per oltre 48 ore. 
Tra il 18 e il 21 gennaio 2026, Harry ha prodotto piogge molto intense (fino a 570 mm), mareggiate (onde distruttive fino a 9,7 metri) e vento impetuoso (oltre 100 km/h) in diverse aree, causando gravi impatti costieri e nell'entroterra (si veda il caso della cittadina di Niscemi), soprattutto a causa del dissesto idrogeologico, ormai endemico, che caratterizza il territorio italiano.
Eventi estremi come questo sono generalmente preceduti dal verificarsi di eclissi dei luminari su specifici luoghi. 
Per poter ricollegare gli effetti di un’eclisse dei luminari a una determinata zona della Terra occorre che il fenomeno celeste (l’oscuramento, parziale o totale, del disco del luminare eclissato) sia visibile in tal zona. 
E anche in questo caso, un’eclisse ha interessato la zona colpita da questo ciclone: quella totale di Luna del 7 settembre 2025, sebbene visibile sul luogo come parziale. 
Con riferimento alla città di Palermo [4] (capoluogo della Sicilia, la regione più colpita) la centralità è avvenuta alle 20h 11m (L.T.) con una durata totale di 03h 31m
Calcolando le tempistiche seguendo i precetti tolemaici, considerando che la Luna si trovava a 1h,7886 dall’Oroscopo (AS), questa eclisse ha incominciato a produrre i suoi effetti dal 29 ottobre 2026 alle 19h 37m (L.T.) fino all’11 febbraio 2026 alle 12h 08m (L.T.).
In un mio post sul mio profilo social (Facebook) del 7 settembre 2025 avevo scritto: «La Luna, il luminare eclissato, si trova nei Pesci, segno zodiacale acqueo caratterizzato da sovrabbondanza di umidità, e in corrispondenza della costellazione dell'Aquario, in prossimità dell'asterismo della Cascata d'acqua. La posizione dell'eclisse nei Pesci, segno zodiacale acqueo, richiama le acque in generale e, in particolare, i mari con le sue onde e flutti, i fiumi e le fonti e gli animali in esse contenuti (animali marini e fluviali) come tutto ciò che attiene alla navigazione. Ciò viene confermato dalla presenza di Giove nel Granchio, segno zodiacale acqueo, e per la presenza del luminare eclissato in corrispondenza dell'asterismo della Cascata d'acqua (piogge abbondanti che possono generare fenomeni alluvionali e smottamenti). Inoltre, la Luna è congiunta nello spazio locale con Algenib (γ Pegasi), stella fissa avente natura Marte-Mercurio che pone l'accento sulla navigazione e sui nemici e può comportare eventi improvvisi, violenti e sfortunati. Questi eventi possono riguardare tutto ciò che attiene alle acque, ma anche il mondo umano, dal momento che l'Aquario ha immagine umana. Questa eclisse sembra indicare possibilità di eventi climatici estremi, piogge e rovesci temporaleschi intensi che possono provocare eventi alluvionali in prossimità di fonti e fiumi»
Il ciclone si è abbattuto sulla Calabria e sulle due isole maggiori dal 19 al 21 gennaio 2026, all’interno del periodo temporale degli effetti dell’eclisse. 
Si osservi la carta della sizigia novilunica del 18 gennaio 2026 alle 20h 52m (L.T.), redatta sempre per Palermo, il capoluogo della Sicilia, la regione più colpita [Fig. 2]. 



L’Occidente (DS) compie ingresso presso il luogo occupato dalla Luna nell’istante della centralità: si tratta di un richiamo della carta dell’eclisse del 7 settembre 2025. 
Questa sizigia novilunica è stata preceduta da tre aperture delle porte:

1) quella fra Venere e Marte dell'8 gennaio 2026, che può causare piogge, fulmini e talvolta grandine;
2) quella fra Mercurio e Giove del 14 gennaio 2026, che produce venti;
3)
quella fra Luna e Saturno del 16 gennaio 2026, con Saturno nell'acquoso segno zodiacale dei Pesci, foriera di grandi piogge.

La carta mostra che la sigizia si è formata sulla longitudine celeste (λ) dell'elevazione di Marte con questo pianeta congiunto alla sizigia stessa. 
Marte e Saturno sono in ricezione mista (receptio mixta), trovandosi entrambi in esagono (sestile) fra luoghi nei quali esercitano dignità essenziali. 
Pertanto, si può porre questa sizigia novilunica sotto il dominio dei malefici Marte e Saturno, poiché questa sizigia si è formata nel segno zodiacale del Capricorno, luogo dell'elevazione di Marte e del domicilio di Saturno, con entrambi questi pianeti che la testimoniano, Marte per congiunzione e Saturno per esagono zodiacale e orario (mondano), .
Saturno si trova in luogo angolare (la Casa VII), posizione mondana che gli conferisce forza accidentale, e in prossimità del punto equinoziale vernale (luogo zodiacale molto umido). Questo pianeta si trova nelle parti meridionali dei Pesci, in quanto ha una latitudine celeste (β) 02° S 12' e si trova in corrispondenza della testa del Pesce meridionale [Fig. 3].
Nei suoi giudizi apotelesmatici, Teofilo di Edessa afferma che quando Saturno si trova nelle parti meridionali dei Pesci, «provoca l'improvviso afflusso di una grande quantità di acque e lo straripamento dei fiumi». 
La natura nociva di Saturno, consistente nel suo essere eccessivamente freddo e secco, è accentuata dall'essere per fase occidentale al Sole. 
Saturno è, inoltre, testimoniato per congiunzione oraria da Markab (α Pegasi) [Fig. 3], stella fissa di natura Marte/Mercurio. Questa stella, avente natura violenta, costituisce assieme a Scheat (β Pegasi) il XXVI manzil (dimora lunare) Al Fargh al Mukdim (منازل) che rappresenta il 'beccuccio anteriore della giara' ed è spesso associata a piogge o a condizioni meteo instabile. Marte, sebbene combusto, è congiunto a Mercurio, agevolando la formazione di venti forti e impetuosi.
La sizigia novilunica, fortificata dall'accumulo planetario (Mercurio, Marte e Venere), si è formata vicino a stelle fisse della costellazione del Capricorno, quali Giedi Prima e Seconda (α Capricorni), Dabih (β Capricorni), Bos (ρ Capricorni), Al Shat (ν Capricorni), collegate a grandi tempeste soprattutto in mare. 
Sul Culmine (MC) si trova Aldebaran (α Tauri) [Fig. 4], la stella Pallilizio, che per la sua natura violenta è collegata a pericolo e perdita a causa di inondazioni, tempeste, naufragi o annegamento. Inoltre, nella Casa X si trova la costellazione di Orione, collegata a piogge e tempeste violente.
Interessante è anche il ruolo di Giove. 
Questo pianeta, avente natura caldo e umida, si trova nel luogo della sua elevazione (il Granchio) e, fra tutti i pianeti, è quello più prossimo allo zenit per l’emisfero settentrionale della Terra [δ: 22° N 22’]. Inoltre, Giove ha da poco terminato la fase dell'acronicità e genera calore, a causa della sua luminosità e del trovarsi sopra l'eclittica, in quadrante stagionale estivo e nel primo quadrante diurno. In meteorologia, al contrario di quanto si possa pensare, le basse pressioni atmosferiche sono causate dall'aria calda. Infatti, l'aria calda, espandendosi, diventa meno densa, creando zone di bassa pressione. 
Questo pianeta, dispositore di Saturno, posto nel luogo della sua elevazione, più vicino allo zenit degli altri pianeti, diventa più operativo (anche se contro la sua natura, a causa del non rispettare la sua fazione o setta), favorendo il formarsi di basse pressioni e generando molte piogge e venti forti.
Secondo Teofilo di Edessa, Giove acronico nel segno zodiacale del Granchio, «indica tempeste».
Inoltre, Giove è testimoniato per congiunzione oraria da Wasat (δ Geminorum) [Fig. 4], avente natura Saturno e indicante violenza e distruzione. 


Non v’è dubbio che l'effetto distruttivo del ciclone Harry è, in questa carta, segnalata dal dominio dei pianeti malefici Marte e Saturno. 
Questa sizigia novilunica, unitamente a Mercurio, Marte e Venere, si è formata presso il luogo in cui è avvenuta la congiunzione media semplice Saturno-Giove del 21 dicembre 2020. 
Come sostenuto da tempo, questo periodo storico con i suoi eventi è caratterizzato dalla congiunzione media semplice Saturno/Giove nella quale domina Saturno [5]. Da ciò ne discende che qualsiasi carta di ingresso vernale o stagionale, di sizigia o di eclisse dei luminari, che abbia dei punti di contatto con quello della congiunzione media semplice o con le posizioni assunte dai pianeti all’instante di tale congiunzione, richiede di essere esaminata attentamente, in quanto potrebbe indicare eventi o accadimenti importanti o comunque straordinari.

[1] Sito Aeronautica Militare - Harry: storia di una tempesta (link: https://www.meteoam.it/it/in-primo-piano/harry--storia-di-una-tempesta ).
[2] Il gradiente barico è la variazione della pressione atmosferica nello spazio, orizzontale o verticale. Definisce la forza che sposta l'aria, causando il vento: maggiore è la differenza di pressione tra due zone (isobare vicine) e minore è la loro distanza, più intenso sarà il vento.
[3] Il fetch è la porzione di mare aperto o lago in cui il vento soffia con intensità e direzione costanti, trasferendo energia all'acqua e generando onde senza incontrare ostacoli (coste, isole). Più lunga è la distanza del fetch, maggiore è l'altezza delle onde marine. 
[4] Ho redatto la carta per Palermo per due ragioni. In primo luogo, perché questa città è il capoluogo della regione più colpita; in secondo luogo, perché geograficamente si trova, più o meno, al centro della zona (estesa dalla Sardegna alla Calabria) interessata dal ciclone Harry.
[5] Si veda l’articolo ‘Considerazioni generali sull'ombrosa congiunzione media Saturno/Giove’ presente in questo sito (https://www.sphaeracoelestis.it/articoli/considerazioni-generali-sull-ombrosa-congiunzione-media-saturno-giove).



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Gli Usa all'ombra delle eclissi

Da molti anni ho pubblicamente dichiarato che la crisi del mondo occidentale si sarebbe manifestata in concomitanza del periodo compreso fra due significative eclissi totali di Sole, quella del 21 agosto 2017 e quella dell’8 aprile 2024. 
L’importanza dell’esame delle eclissi dei luminari per elaborare previsioni in astrologia cattolica viene sottolineata da Tolomeo: «la prima e più potente causa di siffatti eventi riposa sulle sizigie eclittiche del Sole e della Luna e dei transiti dei pianeti in esse» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 4 ‘Metodo delle singole predizioni’]. 
In generale, la forza delle eclissi risiederebbe nella circostanza che avvengono in corrispondenza dell’allineamento dei luminari con la Terra, il quale può consistere nel posizionarsi lungo la stessa linea direttrice il Sole, la Luna e la Terra (nelle eclissi di Sole) oppure il Sole, la Terra e la Luna (nelle eclissi di Luna). In entrambi i predetti casi, l'oscuramento parziale o totale di un luminare (il Sole nelle eclissi solari e la Luna in quelle lunari) avviene a causa dell'interposizione di uno o più corpi tra esso e una fonte luminosa. 
Un commentatore di Tolomeo, Abū l-Ḥasan ʿAlī ibn Riḍwān al-Miṣrī, dichiara che «gli eventi universali si producono [...] per la virtù del Sole e della Luna quando [...] si congiungono in un punto [...] <oppure> quando un luminare è opposto all’altro». In entrambi i casi, la virtù del Sole e della Luna giungono sulla Terra: nel caso di congiunzione (eclissi di Sole) per commistione delle nature dei luminari; nel caso di opposizione (eclissi di Luna) per trasmissione lungo una linea retta.
Nelle eclissi, sia di Sole che di Luna, si produce una commistione (κρᾶσις) dalla quale si genera una virtus spiritualis che agisce nel mondo della sostanza e della materia, ovvero fenomenico, dando origine o, meglio, suscitando manifestazioni nel mondo terreno che si definiscono eventi o accadimenti. La portata di questa virtus spiritualis è direttamente proporzionale alla grandezza dell'oscuramento [afferma ibn Riḍwān: «tanto più grande è l’eclisse, tanto maggiore la sua virtù»].
Secondo Claudio Tolomeo due sono le condizioni di efficacia delle eclissi dei luminari:

- la visibilità su un determinato luogo [«nelle sizigie eclittiche del Sole e della Luna, segnatamente quelle più facili a percepirsi, osserveremo il luogo zodiacale del deliquio» (Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 5 'Esame delle regioni impressionate')];
- l'assegnazione del luogo alla triplicità cui appartiene il segno zodiacale nel quale si verifica l'eclisse [«le regioni che hanno familiarità con esso in forza del suo triangolo» (Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 5 'Esame delle regioni impressionate')].

Entrambe le eclissi totali di Sole, quella del 21 agosto 2017 nel b e quella dell'8 aprile 2024 nell’^, soddisfano le predette condizioni, in quanto visibili prevalentemente sul continente nord-americano (USA) e verificatesi in segni zodiacali appartenenti alla triplicità ignea.  
La visibilità del fenomeno astronomico dell’oscuramento costituisce la prima condizione affinché un’eclisse dei luminari possa impressionare, ovvero spiegare i propri effetti su una determinata zona della Terra. 
L’eclisse totale di Sole dell’8 aprile 2024, come quella del 21 agosto 2017, è visibile sul continente nord-americano, la zona della Terra presa in esame. 
È possibile notare che il tracciato del cono d’ombra di questa eclisse procede da sud-ovest verso nord-est.  

        
Se si sovrappone questo tracciato con quello del cono d’ombra dell’eclisse totale di Sole occorsa il 21 agosto 2017, è possibile notare che sul continente nord-americano, i coni d’ombra di queste due eclissi totali tracciano una croce. 
Queste due eclissi di Sole sono, in qualche modo, collegate non solo in virtù dell’intersezione dei tracciati dei loro coni d’ombra, ma anche per il fatto che avvengono in segni zodiacali appartenenti alla medesima triplicità ignea [^, b, f].. 
L’assegnazione della zona della Terra alla triplicità cui appartiene il segno zodiacale nel quale si verifica l’eclisse costituisce la seconda condizione affinché un’eclisse dei luminari possa impressionare, ovvero spiegare i propri effetti su una determinata zona della Terra. 
Il continente nord-americano è, per estensione, compreso nel quadrante nord-occidentale del globo terracqueo, il quale è assegnato alla triplicità ignea [^, b, f].
Entrambe le eclissi totali di Sole si formano in segni zodiacali appartenenti alla triplicità ignea: nel b, quella del 2017, e in ^, quella del 2024. 
Nella tradizione, questi segni zodiacali sono definiti regali o egemonici perché domicilio (b) ed esaltazione (^) del Sole. 
Trattandosi di eclissi totali di Sole che si formano in segni zodiacali sui quali il Sole possiede dignità essenziale maggiore, sono i significati propri o collegati al luminare diurno ad essere oscurati (splendore, magnificenza, immensa potenza, comando, impero, regno, imperatore, sovrano, presidente, capo, guida, leadership). 
L’area geografica nella quale entrambe le eclissi totali di Sole sono visibili appartiene al quadrante terra-acqueo nord-occidentale, soddisfacendo in tal modo il secondo requisito di efficacia affinché un’eclisse dei luminari possa impressionare, ovvero spiegare i propri effetti su una determinata zona della Terra.
Sulla base di queste considerazioni, l’1 gennaio 2017 avevo scritto un post sul mio profilo social nel quale avevo individuato il periodo intercorrente fra le due eclissi totali  di Sole, quella del 2017 e quella del 2024, come quello del «tramonto degli Usa come potenza egemonica imperiale e con esso dell'intero occidente dei quali gli Usa ne rappresentano il simbolo». 
In particolare, immaginando la prima eclisse (quella del 2017) l’inizio dell’oscuramento, la congiunzione media semplice Saturno/Giove (del 21 dicembre 2020) la fase del massimo oscuramento e la seconda eclisse (quella del 2024) la fine dell’oscuramento, avevo scritto: «Se consideriamo la prima eclisse come l'inizio della fase dell'oscuramento (quando il disco lunare incomincia a oscurare quello solare) e la seconda eclisse come la fine della fase dall'oscuramento (quando il disco lunare termina di oscurare quello solare), allora possiamo comprendere che gli anni dal 2017 al 2024 saranno di cruciale e forte cambiamento per l'intero Occidente, dal momento che queste due eclissi solari si verificano nella triplicità ignea, alla quale viene assegnato il quadrante nord-occidentale terra-acqueo».
Si può comprendere perché queste due eclissi totale di Sole acquistano una rilevante importanza e sono di particolare interesse: segnano tappe fondamentali del periodo storico in atto, soprattutto perché accompagnano la congiunzione media semplice Saturno/Giove del 2020 che indica l’inizio di un nuovo ciclo sinodico di questi pianeti ponderosi nella triplicità aerea che durerà per circa due secoli.
L’eclisse totale di Sole dell’8 aprile 2024 si forma a 19° ^ 26’ 23’’. 
È interessante notare che essa si forma nel grado zodiacale o eclittico dell’esaltazione del Sole, il luminare eclissato, sottolineando che sono i significati del Sole ad essere oscurati (splendore, magnificenza, immensa potenza, comando, impero, regno, imperatore, sovrano, presidente, capo, guida, leadership) e confermando che il ruolo di dominio, leadership e prevalenza dell’Occidente rispetto al resto del mondo (visione unipolare) è non solo in decadenza, ma ormai in una profonda crisi irreversibile. 
Dopo aver dimostrato che il continente nord-americano, in generale, e gli USA, in particolare, sono coinvolti in queste due eclissi totali di Sole, si passi ad esaminare l’eclisse totale di Sole dell’8 aprile 2024. 
È necessario fare una premessa riguardo le eclissi di Sole. 
Come sottolinea Tolomeo, all’interno del cono d’ombra proiettato dal disco lunare sulla superficie della Terra, l’oscuramento del Sole si produce in tempi e magnitudini differenti: «le eclissi che si verificano nel medesimo tempo non giungono a compimento nelle medesime ore temporali in ogni località, né le medesime eclissi solari presentano ovunque la medesima grandezza dell’oscuramento, né un uguale tempo di durata» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 4 ‘Metodo delle singole predizioni’]. 
L’istante del massimo oscuramento, calcolato per Washington D.C., capitale federale degli USA, avviene l’8 aprile 2024 alle 15h 20m 31s (L.T.) con magnitudine 0,8909 e una copertura del disco solare dell’87,43%: per questo istante si deve redigere la carta. 
Per giudicare la carta di una qualsiasi eclisse dei luminari è necessario individuare il pianeta o i pianeti che ne assumono il dominio. 
In ogni eclisse dei luminari si produce una commistione (κρσις) dalla quale si genera una virtus spiritualis che agisce nel mondo della sostanza e della materia, ovvero fenomenico, dando luogo a eventi della  natura del pianeta o dei pianeti che concorrono nel dominio dell’eclisse.
L'individuazione del pianeta o dei pianeti dominatori avviene osservando ed esaminando due luoghi specifici: quello del luminare oscurato e quello di un angolo specifico. 
Per quanto riguarda l’angolo, Tolomeo lo definisce, in un passo, precedente («angolo che è prima dell’eclissi»), in un altro passo seguente («angolo ad essa seguente»), creando disorientamento e confusione negli autori successivi. 
L’Anonimo greco chiarisce che, in realtà, si tratta del medesimo angolo: «Qui qualcuno può avere dubbi, giacché quel medesimo angolo è definito sia seguente, sia precedente. Ma la soluzione è chiara e la verità del discorso non è compromessa dalla diversa posizione. Giacché nei cieli osserviamo due moti contrari: l’uno è quello che comprende il tutto e si muove dal sorgere al tramonto, l’altro è quello dei pianeti che si muovono dal tramonto al sorgere. È pertanto evidente che il medesimo angolo è chiamato precedente secondo il primo moto, in quanto maggiormente orientale, e secondo l’altro moto è detto seguente». 
Lo stesso angolo è, dunque, precedente, se considerato secondo il moto diurno (dal verso orario); seguente, se considerato secondo il moto nello Zodiaco (dal verso antiorario).
Stando sopra l’orizzonte, l’eclisse può dunque trovarsi o nel quadrante primo (orientale) o nel secondo (occidentale): nel primo caso l’angolo è l’Oroscopo (AS), nel secondo caso il Culmine (MC) [tertium non datur]. 
Osservando la carta redatta per Washington D.C., trovandosi l’eclisse nel secondo quadrante diurno ed esattamente sulla cuspide della Casa IX, l’angolo è il Culmine (MC).
Il pianeta dominatore è quello «che ha maggiori diritti verso entrambi i luoghi dichiarati, quello dell’eclisse e dell’angolo ad essa seguente» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 8 ‘Della qualità dell’evento futuro’]. 
Questi diritti o poteri devono essere esaminati sotto il profilo delle dignità sia essenziali («in virtù della signoria dei domicili e dei trigoni e delle esaltazioni o anche dei confini») che accidentali («in virtù delle più prossime e visibili applicazioni e deflussioni, sia in virtù dei diritti di configurazione che intrattiene»). 
Per quanto riguarda le dignità essenziali, sul luogo dell’eclisse predomina Marte (domicilio) e Mercurio (confine), sul Culmine (MC) Venere [trono (domicilio, triplicità)] e Saturno (confine).
Per quanto riguarda le dignità accidentali, ibn Riḍwān dichiara: «le <dignità> accidentali sono: applicazione e separazione, orientalità ed occidentalità, mascolinità e femminilità, apparizione, l’avere partecipazione con il Sole o con la Luna nella figura, o l’essere nel medesimo circolo dell’eclisse o in un altro circolo che sia equidistante rispetto al circolo dell’eclisse o l’avere un sito tale quale quello dell’eclisse e l’essere con l’eclisse su un circolo equidistante dall’orizzonte»
Gli unici che possiedono dignità accidentali sono Marte [angolarità e orientalità ed antiparallelo di declinazione al Sole] e Saturno [angolarità, orientalità, antiparallelo di declinazione al Sole e fase al Sole (in levata eliaca il 1 aprile 2024)]. 
Fra tutti questi pianeti, si possono eleggere come dominatori, per il luogo dell’eclisse, Marte e, per il Culmine (MC), Saturno, congiunti a 13°i e nella Casa VII, dando preferenza al primo, in quanto signore dell’eclisse e pianeta più angolare [Marte (DH: 4h,7151) è più vicino all’Occidente (DS) di Saturno (DH: 4h,6052)]. Dichiara, infatti, Tolomeo che «se non si riscontrasse un solo e medesimo pianeta signore dell’eclissi e dell’angolo, dovranno essere assunti unitamente i due astri, […] dando nondimeno la preferenza al signore dell’eclissi» e privilegiando «l’astro più angolare o il più effettivo o quello che maggiormente conviene alla propria fazione» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 7 ‘Del genere di ciò che è impressionato’].
Per quanto riguarda le stelle fisse, le uniche da prendere in considerazione sono: 

  • Algenib (γ Pegasi), avente natura Marte/Mercurio, perché realizza levata eliaca su Washington D.C. (il 05 aprile 2024);
  • Betelguese (α Orionis), stella fissa di prima grandezza avente natura Marte/Mercurio, perché testimonia l’eclisse per parallelo di declinazione (δ);
  • Mirfak (α Perseii), stella fissa avente natura Giove/Saturno, perché sta accedendo al al Culmine (MC) [l’angolo che, secondo il moto diurno, precede e, secondo il moto nello Zodiaco, segue l’eclisse].

Esaminando le predette stelle, si può notare che viene confermata la natura fondamentalmente marziale della carta. 
In particolare, Algenib (γ Pegasi), avente natura Marte/Mercurio, è indice di sventura, disonore, violenza e, in astrologia cattolica, concerne eventi riguardanti navi ed oceani.
Il passo successivo consiste nel cercare di individuare il genere dell’evento indicato dall’eclisse.
Questo obiettivo può essere conseguito mediante l’esame dei segni zodiacali e delle costellazioni in cui si trova il pianeta o i pianeti dominatori dell’eclisse e l’angolo da prendere in considerazione. 
Osservando il luogo dell’eclisse, essa si forma in corrispondenza della costellazione dei i la quale, avendo forma di animale acquatico, indica che gli effetti di questa eclisse si producono su questo genere di animali o, comunque, nel mondo degli animali che vivono e popolano le acque (mari, fiumi, laghi). 
Il Culmine (MC) si colloca in corrispondenza della costellazione del Perseo la quale, avendo forma umana, indica che gli effetti di questa eclisse si producono sul genere umano. 
I pianeti signori dell’eclisse, Marte e Saturno, si posizionano in corrispondenza della costellazione dell’h la quale, avendo forma umana, indica che gli effetti di questa eclisse si producono sul genere umano. In particolare, questi pianeti si trovano in corrispondenza con l'asterismo della Cascata dell'h, il quale indica abbondanti piogge, fenomeni atmosferici estremi, maremoti, terremoti ed anche sommosse.
Passando ai segni zodiacali (dodecatemori), il luogo dell’eclisse si forma in corrispondenza dell’^ il quale, essendo equinoziale, indica un mutamento riguardo leggi e norme. 
Il Culmine (MC) si colloca in corrispondenza del _ il quale, essendo solido (fisso), indica un evento che accade alle fondamenta e alle costruzioni. 
I pianeti signori dell’eclisse, Marte e Saturno, si posizionano nei i i quali, essendo un bicorporeo, indica gli uomini e i sovrani. 
Inoltre, la presenza dei pianeti dominatori dell’eclisse nei i e in corrispondenza della costellazione dell’h, essendo entrambi meridionali [caratterizzati da declinazione meridionale (δ)] può indicare pericolo di inondazioni, esondazioni, alluvioni causate da forti piogge accompagnate da forti venti e da tempeste o cicloni e riguardo alla navigazione sia in mare ma, soprattutto, fluviale. Ciò è confermato dalla presenza dell'eclisse nel termine o confine di Mercurio, posto sotto i raggi del Sole. Afferma Teofilo di Edessa:«Mercurio, signore dei confini della congiunzione dei luminari in Ariete, trovandosi sotto i raggi <del Sole>, provoca grandine» [Teofilo di Edessa, Apotelesmatiche, cap. 6 'Su Mercurio']. Un'altra conferma può essere rinvenuta nella levata eliaca di Algenib (γ Pegasi) la quale, in astrologia cattolica, concerne eventi riguardanti navi ed oceani. La loro collocazione in corrispondenza della Cascata dell’h, asterismo che esprime dinamicità, rafforza queste indicazioni, alle quali si aggiunge la possibilità di fenomeni tellurici e di maremoti.
Esaminando la forma delle costellazioni e dei segni zodiacali (dodecatemori) coinvolti, si può affermare che il genere dell’evento riguarda prevalentemente il mondo umano, con mutamento di leggi e norme, e secondariamente il mondo animale (animali domestici e acquatici). 
Importante è anche la posizione occupata dai segni zodiacali (dodecatemori) al momento delle eclissi. 
In questo caso, poiché i pianeti dominatori si trovano presso l’Occidente (DS), l’eclisse sembra indicare un mutamento di leggi e concernere l’età anziana e i morti. 
L’intensità dell’eclisse dipende dalla magnitudine del fenomeno astronomico e dal tipo di dignità essenziale che i pianeti dominatori possiedono sul luogo dell’eclisse. Poiché la percentuale dell’oscuramento del disco solare è 87% e Marte esercita sul luogo dell’eclisse una dignità essenziale maggiore (domicilio), si può desumere che l’evento riguarda la maggior parte del genere indicato.
Inoltre, si deve prendere in considerazione la posizione dei pianeti dominatori rispetto al luogo dell’eclisse, ovvero se orientali oppure occidentali. Poiché Marte e Saturno, i dominatori dell'eclisse totale di Sole, sono orientali al Sole, sembrano indicare un aumento, un accrescimento. 
Per quanto riguarda la qualità dell’evento, se benefico o proficuo oppure malefico o svantaggioso, esso si trae dalla natura dei pianeti dominatori delle eclissi.
Nelle eclissi i luminari costituiscono le cause degli eventi (potenza) e i pianeti dominatori le modalità mediante le quali tali cause vengono a manifestarsi, trovando attuazione (atto). 
Esaminando la natura dei pianeti dominatori e delle stelle fisse, si può affermare che riguardo all’evento prevale, in maggior misura, la qualità di Marte e, in minor misura, quella di Saturno. 
Riguardo Marte, il pianeta dominatore principale, dichiara Tolomeo: «Quando la stella di Marte detiene, essa sola, il dominio, è di norma cagione di distruzione per disseccamento; in particolare, se l’evento si produce nel genere umano, arreca guerre, sedizioni intestine, cattività, asservimento, insurrezioni, l’ira dei governanti, onde accadono, per tali motivi, morti improvvise; ed inoltre malattie febbricitanti, febbri terzane, effusioni di sangue, morti violente e rapide, soprattutto a chi è nel fiore dell’età. Similmente arreca violenze e soprusi e prevaricazioni, incendi e assassinii, rapine e ladronerie. E riguardo alla costituzione dell’aria suscita calori ardenti, venti caldi, pestilenziali e consuntivi, fulmini, bufere e mancanza di pioggia. Nel mare causa improvvisi naufragi per la turbolenza dei venti, fulmini o simili accidenti; nei fiumi la penuria delle acque, il prosciugamento delle fonti e la corruzione delle acque potabili. Riguardo a ciò che è necessario ed utile all’uomo, questa stella dà scarsità e perdita sia di animali, sia dei prodotti della terra e la perdita dei raccolti per la combustione causata da forte calura o da cavallette o dal battere dei venti o dalla combustione delle derrate immagazzinate» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 8 ‘Della qualità dell’evento futuro’]. 
Riguardo Saturno, dichiara Tolomeo: «Quando la stella di Saturno sola detiene il dominio è in generale cagione di distruzione ad opera del freddo. In particolare, allorché l’evento riguarda gli uomini, causa lunghe malattie e consunzioni e colliquefazioni, putrefazioni degli umori, reumatismi, febbri quartane; ed inoltre esilio e povertà e incarceramenti e lutti e timori e la morte, segnatamente di coloro che sono assai avanzati negli anni. Se l’evento riguarda gli animali causa in generale la penuria di quelli che sono utili all’uomo e corrompe o affligge di malattie coloro che sopravvivono, onde gli uomini stessi che se ne servono muoiono per il contagio. Riguardo alla costituzione dell’aria provoca freddi intensi, gelidi, nebbiosi, un’aria insalubre, cieli coperti di dense nubi e caliginosi; ed inoltre nevicate abbondanti, non benefiche, ma distruttive e da tutto ciò provengono gli animali che strisciano e che sono nocivi alla natura umana. Nei fiumi e nei mari suscita generalmente tempeste, naufragi, penurie e morie di pesci e rende perigliosi i viaggi; in particolare nei mari causa i marosi e le fluttuazioni, nei fiumi i traboccamenti e l’inquinamento delle acque. Nella terra causa penuria, carestia e perdita dei raccolti, in particolare di quanto è di prima necessità, ad opera di bruchi, cavallette, inondazioni o dall’impeto dei nembi, della grandine e di simili calamità che procedono fino alla carestia e alla distruzione degli uomini» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 8 ‘Della qualità dell’evento futuro’].
Secondo l’Anonimo greco, l'unione (congiunzione) di Marte con Saturno è sempre dannosa alla salute ed alle attività, in quanto provocano impedimenti e azioni impulsive e non riflettute. La loro azione dannosa è più potente se si trovano in luogo (Casa) angolare, perché questa posizione li rende più forte. 
Dal canto suo, Vettio Valente ritiene che: «la compresenza di Saturno e Marte provoca deterioramento, nemici, insidie, pericoli inaspettati, cause e liti e svariate avversità, purché non si trovino nei domicilî o confini di Giove o Venere o da loro non siano osservati; ma anche così significano un benessere non saldo e pericoli inopinati».
ibn Riḍwān dichiara che «quando Saturno e Marte dominano <congiuntamente> nel governo del mondo, o quando uno sia governatore ed osservi l’altro, da ciò si trae segno di contese e di guerre di uomini tra loro stranieri e di prigionie e di eventi assai gravi, secondo la qualità della loro associazione».
In generale, trattandosi di eclissi totali di Sole che si formano in segni zodiacali sui quali il Sole possiede dignità essenziale maggiore, sono i significati propri o collegati al luminare diurno ad essere oscurati (splendore, magnificenza, immensa potenza, comando, impero, regno, imperatore, sovrano, presidente, capo, guida, leadership).
E' possibile che un capo (presidente o un leader USA), ma anche la nazione stessa in sé [il Sole è signore dell'Oroscopo (AS) della carta dell'eclisse] si eclissi, cada nell'oscurità e nella polvere. Secondo Teofilo di Edessa, «<Il Sole, che subisce un'eclisse> nel secondo decano <dell'Ariete, indica> prigionia dei sovrani, molta afflizione, pericolo di morte e distruzione di frutti» [Teofilo di Edessa, Apotelesmatiche, cap. 7 'Le influenze delle eclissi di Sole'].
Per quanto riguarda un capo (presidente o un leader), è curioso notare che la domificazione della carta dell'eclisse totale di Sole dell'8 aprile 2024 sia identica a quella di Donald John Trump, ex-presidente USA e attuale candidato alle prossime elezioni che si tengono a novembre di quest'anno, che potrebbe incorrere in rischi e pericoli (possibilità di subire un attentato), ma anche un possibile ritorno alla Casa Bianca (essendo nato sotto un'eclisse totale di Luna).
D'altra parte il cono d'ombra di questa eclisse investe gli USA come nazione. Il formarsi l'eclisse in segno zodiacale equinoziale sembra indicare un mutamento (anche negli assetti costituzionali) che riguarda la nazione (Usa) e le sue leggi [si pensi alla tensione per il problema dell'immigrazione fra il Governo federale e lo stato del Texas, territorio dove l'eclisse di Sole è totale e si forma al Culmine (MC) ad Austin, la capitale di questo stato federato].
Un eventuale cambiamento o mutamento che non avviene in modo indolore, data la natura dei pianeti dominatori, Marte e Saturno. Come dichiara Tolomeo, l'azione di Marte e Saturno avviene attraverso «guerre, sedizioni intestine, cattività, asservimento, insurrezioni, l’ira dei governanti, violenze e soprusi e prevaricazioni, incendi e assassinii, rapine e ladronerie esilio e povertà e incarceramenti e lutti e timori e la morte, segnatamente di coloro che sono assai avanzati negli anni».
Inoltre, come è avvenuto nel 2017, anche questa eclisse totale di Sole si forma sulla cuspide della Casa IX della carta redatta per Washington D.C., gettando un'ombra sui rapporti e sulle relazioni internazionali degli USA, e offuscando e oscurando un'immagine ormai appannata e in decadenza.
Infine, si aggiunga la presenza della cometa 12P/Pons-Brooks, ribattezzata "cometa del diavolo" (per via della peculiare forma a corna di diavolo della sua chioma, creatasi a seguito di una eruzione di ghiaccio e gas dalla sua superficie) e probabilmente visibile durante l'eclisse (quanto meno nelle zone attraversate dalla fascia della centralità del fenomeno celeste). Nella carta redatta per Washington D.C., il grado eclittico di passaggio della cometa testimonia con sestile la congiunzione Marte-Saturno. Generalmente e soprattutto in tale occasione (dato il periodo storico in atto), la presenza di questa cometa non è di buon auspicio, annunciando a causa della loro natura fondamentalmente Marte-Saturno «guerre e condizioni di infiammazione e di turbolenza e quanto suole seguire a tali cose». 
Per quanto concerne il colore assunto da questa eclisse totale di Sole, dal momento che questa si forma a circa 4° dalla Testa del Drago (Nodo lunare settentrionale), dovrebbe acquisire la colorazione di giallo-arancio o zafferano tendente allo scuro.
Infine, per quanto riguarda il tempo di manifestazione degli effetti collegati a questa eclissi, applicando i precetti tolemaici, si deve calcolare la durata dell'intero fenomeno dell'oscuramento, dal primo all'ultimo contatto del disco lunare con quello solare e la distanza oraria (DH): la prima offre indicazione del periodo di tempo in cui perdurano gli effetti; la seconda da quando tali effetti incominciano a manifestarsi.
I dati astronomici relativi a questa eclisse per Washington D.C. sono i seguenti:

Inizio: 14h 04m 16sm
Centralità: 15h 20m 31s
Fine: 16h 32m 56s

Dichiara Tolomeo: «in ciascuna località che intrattiene un rapporto con il deliquio [...] calcoleremo quante ore equinoziali dura l’oscuramento dell’eclissi. Stabiliti questi dati, stimeremo che l’effetto che ha da prodursi perdurerà, per quanto riguarda l’eclissi solare, tanti anni quante sono le ore equinoziali computate» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 6 ‘Del tempo degli eventi’].
Pertanto, la durata dell'intero fenomeno su Washington D.C. è  02h 36m 35s che, convertiti, equivalgono a 2 anni, 7 mesi, 10 giorni.
Per quanto concerne l'individuazione del momento iniziale, afferma Tolomeo: «per quanto riguarda sia gli inizi, sia le più veementi intensificazioni dell’evento, noi li dedurremo in forza della disposizione del luogo eclittico rispetto agli angoli» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. 6 ‘Del tempo degli eventi’]..
Dal momento che la distanza oraria (DH) dell'eclisse dall'Oroscopo (AS) è 8h,0390, gli effetti incominciano a prodursi a partire dal 09 dicembre 2024 fino al 20 luglio 2027.
Infine, verificandosi sulla cuspide della Casa IX, gli effetti dovrebbero intensificarsi tra la seconda e la terza parte del periodo.

 

Salvo diversa specificazione, l'articolo, le traduzioni e il materiale didattico pubblicato su questo sito, sono stati prodotti da Massimiliano Gaetano, astrologo iscritto all’Albo Professionale Nazionale Privato degli Astrologi tenuto dal CIDA, che ne reclama la proprietà intellettuale.
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Un breve commento su uno scritto di Argoli sulle eclissi

Andrea Argoli (1570-1657), matematico, astronomo e astrologo italiano, ha scritto una piccola opera nella quale espone il metodo di calcolo e di interpretazione delle eclissi, sia di Sole che di Luna, la Dissertatio in eclipsim Solis 12 augusti 1654 et aliqua in eclipsim Solis 8 aprilis 1652.
In quest'opera, Argoli illustra il calcolo e l'interpretazione dell'eclisse di Sole del 12 agosto 1654, del quale posto la carta sia nell'odierna forma rotonda che in quella tradizionale quadrata.
Brevemente espongo i criteri guida illustrati da Argoli, il quale richiama totalmente quelli enunciati da Claudio Tolomeo nel libro II della Tetrabiblos o Quadrpartito.
In primo luogo, Argoli definisce quest'eclisse pessima perché assediata dai pianeti malefici, Marte e Saturno, e perché si forma presso il Nodo lunare sud (Cauda Draconis).
In secondo luogo, illustra i criteri per determinare i pianeti dominatori dell'eclisse. Il primo criterio è quello della configurazione (congiunzione o aspetto) per applicazione (e separazione) al luogo dell'eclisse: il pianeta che si applica o che si separa per congiunzione o per aspetto dal luogo dell'eclisse ha diritto di dominio sullo stesso (diritto di parola).
Successivamente, si passa ad esaminare la disposizione per dignità (domicilio, esaltazione, triplicità, termine) sul luogo dell'eclisse. Si tratta di una logica ben diversa da quella dell'astrologia moderna. Nell'astrologia antica e tradizionale hanno molta più importanza le configurazioni planetarie piuttosto che la disposizione per dignità che è secondaria.
Esaminando questa carta eretta per Roma, Argoli attribuisce il dominio dell'eclisse a Marte e Saturno proprio perché sono congiunti al luogo dell'eclisse; e non a Giove (signore per triplicità diurna del segno zodiacale del b) e a Mercurio (signore del termine).
Successivamente, Argoli passa ad esaminare i pianeti dominatori dell'angolo che precede. Poiché l'eclisse si verifica nel primo quadrante diurno, quest'angolo è l'Oroscopo (AS), che cadeiel segno zodiacale della d. Dal momento che non vi sono pianeti che si configurano con l'Oroscopo, Argoli li individua in base al dominio del luogo dell'Oroscopo. Poiché il luogo dell'Oroscopo (AS) cade nel segno zodiacale dell'esaltazione di Saturno, e nei termini di Marte, questa è un'ulteriore conferma che il dominio dell'eclisse appartiene a questi due pianeti.
In seguito, Argoli esamina le stelle fisse congiunte al luogo dell'eclisse, ai pianeti dominatori e all'angolo che segue, ovvero il Culmine (MC), con riferimento alla loro natura.
Dopo aver elencato gli effetti possibili con riferimento ai due pianeti dominatori, all'elemento (fuoco) e alla natura (fissa o solida) del segno dell'eclisse, alla forma della costellazione (il leone è un animale quadrupede), al luogo dello spazio locale (la Casa X) e alla natura del segno dell'Oroscopo (AS) [la d, segno zodiacale equinoziale], Argoli afferma che è necessario esaminare quando questi pianeti si pongono in quadratura o in opposizione con il luogo dell'eclisse durante il periodo della durata dei suoi effetti, poiché in questi istanti gli effetti possono intensificarsi.
Per i luoghi nel quale gli effetti dell'eclisse possono prodursi rinvia ai criteri enunciati da Tolomeo nel libro II, cap. VI della Tetrabiblos o Quadripartito. 
Per il calcolo del perdurare degli effetti, dal momento che quest'eclisse ha avuto una durata di 2h 20m, Argoli conclude che gli effetti perdurano per 2 anni e 4 mesi.
Il momento dell'inizio degli effetti è compreso fra il quarto e l'ottavo mese dopo il verificarsi dell'eclisse, poiché questa si è formata al Culmine (MC). Argoli calcola l'inizio degli effetti fra l'11 dicembre 1654 e il 9 aprile 1655. 
Inoltre, secondo Argoli, le eclissi di Luna non sono in grado da sole di produrre calamità e catastrofi, a causa della loro durata limitata a mesi e non ad anni, come nelle eclissi di Sole.
In ultimo, Argoli espone un criterio per valutare l'intensificazione o la diminuzione degli effetti dell'eclisse durante il suo periodo di efficacia. Se durante questo periodo, in occasione delle successive congiunzioni, quadrature od opposizioni fra i luminari (ossia: il Sole e la Luna), i pianeti dominatori dell'eclisse formano aspetti sfavorevoli oppure trigono con il luogo dell'eclisse, gli effetti di questa aumentano; in caso contrario oppure se i luminari sono ben disposti con i pianeti benefici (Venere e Giove), diminuiscono. Se in occasione delle successive congiunzioni, quadrature od opposizioni fra i luminari (ossia: il Sole e la Luna), i pianeti dominatori dell'eclisse sono in levata o sorgere eliaco, o hanno moto e luce in aumento, oppure sono stazionari e fomano aspetto con il luogo dell'eclisse, gli effetti dell'eclisse aumentano; al contrario, se sono sotto i raggi del Sole, occidentali, retrogradi deboli, gli effetti diminuiscono.

 

 

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La cometa di Neanderthal: un tentativo di previsione

«Cometem non esse physicam causam calamitatem, sed signum potius ad placitum Dei»

E' stata battezzata la cometa verde (in virtù della colorazione della chioma) o cometa di Neanderthal (il periodo storico nel quale sarebbe passata l'ultima volta vicina alla Terra) quella che l'1 febbraio 2023 darà spettacolo nel Cielo. 
Ufficialmente il suo nome è C/2022 E3 ZTF ed è stata scoperta il 2 marzo 2022 in California dagli astronomi Bryce Bolin e Frank Masci. 
Quello cometario è un fenomeno che ha sempre affascinato l'essere umano, da quando ha incominciato a volgere il suo sguardo verso l'alto e la profondità infinita del Cielo.
Le comete [in gr. κομήτης (kométes), che significa 'chiomato', 'dotato di chioma'] sono corpi celesti relativamente piccoli, simili agli asterodi, composti da gas ghiacciati (acqua, metano, ammoniaca, anidride carbonica), frammenti di rocce e metalli. 
Le loro orbite si estendono oltre quella di Plutone e quando entrano nella parte interna del Sistema solare sono frequentemente caratterizzate da orbite elittiche, molto oblunghe.
L'origine di questi corpi celesti rimane tuttora un mistero e sono state avanzate molte ipotesi da parte di astronomi e astrofisici. In generale, si ipotizza che le comete siano dei residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui ebbe origine e si formò il Sistema Solare: le zone periferiche di tale nebulosa sarebbero state abbastanza fredde da permettere all'acqua di trovarsi in forma solida. L'astronomo olandese Jan Oort (1900-1992) ha ipotizzato che le comete di lungo periodo proverrebbero da una zona (la c.d. Nube di Oort) che si trova fra Plutone (l‟ultimo pianeta del sistema solare) e la stella Proxima Centauri (α Centauri). Questa zona è costituita da miliardi di blocchi di ghiaccio frammisto a polveri e particelle di roccia. Alcuni di questi blocchi cadrebbero verso il Sole e, dopo moltissimo tempo, entrerebbero nel Sistema Solare, con un‟orbita eccentrica che li porterebbe, dopo il passaggio al perielio, nuovamente nella zona di provenienza. Invece, le comete di corto periodo proverrebbero dalla fascia di Kuiper, un anello che, secondo il suo scopritore l‟astronomo americano Gerard Kuiper (1905-1973), sarebbe composto da pezzi di ghiaccio e roccia. 
Nelle comete è possibile distiguere:

1) un nucleo, che costituisce la parte solida centrale (c.d.  palla di neve sporca, soprannome dato da Fred Whipple), di dimensione variabile (da centinaia di metri fino a km 50 o più), composto da roccia, polvere e ghiacci d'acqua e di altre sostanze, comunemente presenti sulla Terra allo stato gassoso;
2) una chioma, la quale costituisce un’atmosfera temporanea che circonda il nucleo generata dalla sublimazione degli strati strati di ghiaccio più esterni del nucleo provocata dal calore del Sole;
3) una coda, che è il lungo strascico luminoso che segue la testa (nucleo e chioma) in direzione opposta a quella dell'orbita intorno al Sole (in alcuni casi rari, si può formare un’anticoda, consistente in una piccola coda apparentemente puntata verso il Sole), formata dalla pressione di radiazione del Sole esercitata sulla chioma.

Le comete possono essere periodiche, se il loro periodo orbitale è inferiore ai 200 anni o è stato osservato il loro passaggio al perielio già due volte (in tale caso, vengono indicate dagli astronomi con il prefisso P/); oppure non periodiche, se il loro periodo orbitale è superiori ai 200 anni o non è stato osservato il loro passaggio al perielio già due volte (in tale caso, vengono indicate dagli astronomi con il prefisso C/).
La durata delle comete dipende dal numero dei loro passaggi al perielio e dalla consistenza del loro nucleo. I ripetuti passaggi vicino al Sole (perielio) erodono le comete, privandole progressivamente degli elementi volatili, fino a che la coda non si può più formare, e rimane solo il materiale roccioso. Se questo non è abbastanza legato, la cometa può semplicemente svanire in una nuvola di polveri. Se invece il nucleo roccioso è consistente, la cometa è adesso diventata un asteroide inerte, che non subirà più cambiamenti.
Nell’antichità greca e fino al tardo Rinascimento la teoria dominante fu quella aristotelica, secondo la quale le comete erano il prodotto visibile dell’incendio di esalazioni calde e secche provenienti dalla superficie terrestre ed elevatesi sino alla sfera del fuoco.
Questa teoria si integra con la cosmologia aristotelica e, in particolare, con la divisione del Cosmo in due sfere separate: quella terrestre, regno dei quattro elementi e della generazione e corruzione delle sostanze; e quella celeste, composta di solo etere e di corpi immutabili.
All’interno di questo schema, Aristotele colloca le comete nella regione terrestre e al di sotto della sfera lunare: si tratta di fenomeni temporanei e imprevedibili, incompatibili con l’immutabilità della regione celeste.
In accordo con la concezione aristotelica delle comete (secondo cui sono preagio di siccità e venti), nel trattarle brevemente, Claudio Tolomeo attribuisce loro la natura di Marte e di Mercurio, in quanto il primo ha virtù calda e secca, il secondo essendo mutevole e ventoso. Afferma, infatti, Tolomeo: «Si deve inoltre osservare, nelle condizioni proprie degli eventi generali, quali apparizioni di comete [...] i cui effetti sono per natura consoni alle caratteristiche delle stelle di Marte e di Mercurio» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili'].
Dello stesso tenore è Gerolamo Cardano: «Le comete vengono da Marte e da Mercurio, poiché si muovono velocemente e recano qualcosa di igneo» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
La comparsa improvvisa di questi oggetti di moto variabile, di vari colori e forme, muniti o meno di strascichi luminosi più o meno lunghi, ha suscitato curiosità e timori nell'animo umano che, sin dai tempi antichi, ha cercato in base alle loro peculiarità, mediante l'osservazione, di ricercarne significati per formulare giudizi previsionali. 
Gli effetti comuni riconducibili al passaggio delle comete «derivano dalla convergenza fra Marte e Mercurio» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. Tali effetti sono, per lo più e nella quasi totalità, negativi, arrecando danni quali aridità, siccità, sterilità, venti, battaglie, guerre, sedizioni, rivolte, al seguito del loro passaggio. 
Gli effetti peculiari sono riconducibili al colore e alla forma del nucleo, della chioma e della coda.  A questo proposito, Claudio Tolomeo sostiene la necessità di osservare e studiare l'apparizione delle comete: «Si deve inoltre osservare, nelle condizioni proprie degli eventi generali, quali apparizioni di comete si presentano sia nei tempi dell’eclissi, sia in ogni altro tempo. [...] Ed esse mostrano, in virtù delle parti dello Zodiaco ove appaiono le loro condensazioni ed in virtù delle inclinazioni secondo le figure della chioma, i luoghi in cui gli eventi sono accusati. Ed in virtù della loro condensazione medesima, quale sembianza e rappresentazione, sarà nota la specie e il genere dell’evento futuro ove si diffonderà il patimento. Ed in forza del tempo della loro permanenza sarà nota la durata degli accadimenti. Infine, in forza della loro posizione rispetto al sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
Il colore assunto accomuna la natura della cometa, fondamentalmente di Marte e Mercurio, a uno dei sette pianeti visibili, così come avviene per le eclissi. In tal senso, dichiara Cardano: «Sebbene tutte le comete siano della natura di Marte e Mercurio, hanno tuttavia qualcosa in comune anche con gli altri pianeti, ciò si deduce dal loro colore, non diversamente dal caso delle eclissi» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. Secondo Tolomeo: «Se appaiono neri o lividi sono significatori dei medesimi effetti di cui parlammo riguardo alla stella di Saturno; bianchi, di quelli della stella di Giove; rossicci, di quelli della stella di Marte; fulvi, di quelli della stella di Venere; e se son variegati,di quelli della stella di Mercurio» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili']. Si legge in Efestione di Tebe: «quando appaiono scure o giallastre, diventano indicative di quanto detto per la natura di Kronos; quando bianche, di quanto si diceva per la natura di Zeus; rossastre, per la natura di Ares; gialle, per la natura di Afrodite; multicolori, per la natura di Hermes» [Hēphaistíōn ho Thēbaĩos (Ἡφαιστίων ὁ Θηβαῖος), Apotelesmatikos, cap. XXIV 'Riguardo i colori delle eclissi e delle comete']. Dal canto suo Cardano afferma: «se è fosca, la cometa partecipa anche di Saturno; se è completamente bianca, è gioviale; se rossastra, marziale; se fulva, venerea; se di vario colore, è dominata dalla forza di Mercurio» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos]. John Galdbury, infine, sostiene: «Essi attribuiscono ragionevolmente e molto giustamente al Sole quelle comete che appaiono di un colore splendente, giallo o oro [...] Come quelle che sono di un colore plumbeo, invidioso, pallido, cinereo, sono chiamate saturnine. Quelle che sono molto luminose e chiare, più bianche di quelle del Sole, sono chiamate comete di Giove, o nuove stelle gioviali [...] Quando una nuova stella o cometa appare nel Cielo, di colore rosso, fulgida, o fiammeggiante, è allora attribuita al pianeta Marte. Appartengono al pianeta Venere quelle comete che sono di un colore illustre, piacevole, luminoso, argenteo, chiaro e trasparente a vedersi. Quando una cometa o una nuova stella appare nel Cielo di diversi differenti colori, come azzurro, giallo, rosso, verde, ecc., in qualche modo simile a un arcobaleno, puoi essere sicuro che sono comete di Mercurio. In ultimo, se appare una <cometa> di pallido, bianco britannico, la Luna possederà il colore» [John Galdbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, cap. II 'Dei nomi e dei tipi di comete o delle stelle ardenti'].
Per quanto riguarda la forma, Claudio Tolomeo ne menziona alcune: «Fra queste, vi son quelle che son dette piccole verghe o trombe o giare e simili» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colori delle eclissi e delle comete e simili']. Efestione di Tebe distingue, per forma e colore, vari tipi di comete: il Cavaliere (Ippeùs), associata ad Afrodite; la Spada (Xiphías), ad Hermes; la Fiaccola o Torcia (Lampadías), ad Ares; il Disco o a forma di Disco (Diskeùs), a Kronos; una di forma rotonda e simile a una rosa (Ilitia); e un'ultima chiamata Tifone. John Gadbury ne riporta dodici tipi, diversi per forma e colore: la stella crinita; quella barbuta (Pogonias); quella a forma di dardo o giavellotto (Faculum); quella a forma di spada (Gladius); quella a forma di disco (Disceus); quella a forma di botte (Pithetes); quella a forma di corno (Cĕrătĭās); quella a forma di lampada (Lampas); quella che ricorda un cavallo (Hippeus); quella che ricorda una capra (Hircus); quella a forma di lancia o bidente (Hasta). Ad ogni cometa vengono attribuiti significati e indicazioni a seconda della forma con cui si manifesta. In relazione alla forma e al colore, Cardano offre alcune indicazioni: «Quanto poi alla forma, poiché alcune somigliano a spade, significano distruzione di città: ciò infatti appartiene propriamente a Marte. Quella che è simile alla colonna di Giove, indica principi e sovrani. Invero, quella fornita di chioma, variopinta, lucente e con una bella coda, è della natura di Mercurio e, perciò, preannuncia venti, sedizioni ed eresie. Ma se è nera, con la cosa corta, priva di chioma, è della natura di Saturno e significa guerre lunghe, lebbra e cose di questo tipo. Quella che è lucente e ha un volto quasi umano, fulva e con la coda breve, e si vede raramente, è della natura di Venere, e annuncia l'avvento di un principe amato dal popolo, dopo lunghe discordie civili» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Nell'esame dei fenomeni cometari, è importante osservare:

1) il segno zodiacale corrispondente all'istante del passaggio al perigeo o dell'apparizione, in quanto similmente come nelle eclissi indica la zona della Terra potenzialmente interessata dagli effetti del passaggio della cometa;
2) la latitudine celeste (β) della cometa all'istante del passaggio al perigeo o dell'apparizione, in quanto spesso indica la latitudine geografica interessata dagli effetti del passaggio della cometa;
3) l'inclinazione della coda della cometa, in quanto indica da dove originano gli effetti e la direzione nella quale si dirigono o propagano.

Il fenomeno cometario è simile a quello delle eclissi e, per tal ragione, Tolomeo le tratta in un'unico capitolo (il cap. IX del libro II della Tetrabiblos).
Nelle eclissi le carte si redigono per l'istante del massimo oscuramento, quando queste raggiungono la massima intensità. Similmente, nei fenomeni cometari, il momento da prendere in considerazione dovrebbe essere quello della massima luminosità della cometa: ciò avviene in corrispondenza del suo passaggio al perigeo.  
In entrambi i fenomeni (quello delle eclissi e quello delle comete) il criterio è quello della visibilità del fenomeno (essendo le variazioni apparenti della luce a generare modificazioni nella materia e, di conseguenza, gli eventi nel mondo sublunare). Tuttavia, mentre per le eclissi il fenomeno consiste nel massimo oscuramento raggiunto in un determinato luogo della Terra (ove il fenomeno sia visibile), per le comete si deve prendere in considerazione la massima luminosità (che si realizzerebbe al passaggio della cometa al perigeo). Dichiara Tolomeo: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della massima velocità» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX]. Quanto affermato da Tolomeo viene ribadito da Cardano: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della massima velocità; chi sia il signore del luogo della cometa o dell'angolo succedente, se si muove secondo l'ordine dei segni; o di quello antecedente, se va contro l'ordine dei segni» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].
Tuttavia, essendo l'orbita delle comete molto ellittica (quasi parabolica), non è facile individuare con esatta precisione né l'istante del passaggio al perigeo, né il momento della sua apparizione nel Cielo. Questa incertezza nella individuazione di tali istanti ha condotto molti studiosi dell'Arte astrologica a considerare la sizigia novilunica oppure plenilunica precedente all'apparizione di una cometa. Cardano riporta il caso dell'osservazione da parte di Alì Ibn Ridwan, il quale redasse la carta per il momento della sigizia novilunica immediatamente successiva all'apparizione. Riporta, a tal proposito, Cardano: «[...] osservò l'inizio della visibilità della cometa, piuttosto che il punto medio [...] osservò la prima congiunzione tra Sole e Luna verificatasi dopo il sorgere della cometa» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. Come nelle eclissi la durata degli effetti viene calcolata sulla base di tanti anni (in quelle di Sole) oppure mesi (in quelle di Luna) quante sono le ore equinoziali della durata del fenomeno dell'oscuramento (dal primo all'ultimo contatto); così la durata degli effetti annunciati dalla comparsa di una cometa, si misura dalla sua apparizione alla sua scomparsa alla vista umana.
Per quanto concerne il rapporto della cometa col Sole: se precede il Sole e quindi è mattutina, l’effetto si produce rapidamente; se segue il Sole e quindi è vespertina, si produce più lentamente. Dichiara Tolomeo: «in forza della loro posizione rispetto al sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX 'Dei colri delle eclissi e delle comete e simili']. Alcuni secoli più tardi, Cardano conferma quanto affermato da Tolomeo: «Il rapporto con il Sole palesa l'inizio dell'effetto. Se infatti la cometa è orientale <al Sole>, l'effetto inizierà in breve tempo; se è occidentale <al Sole>, invece avrà inizio lentamente» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Per la determinazione del momento a decorrere dal quale incominciano a manifestarsi gli effetti del passaggio della cometa, si procede come per le eclissi. Si determina il luogo zodiacale corrispondente al perigeo o all'apparizione della cometa e si redige la carta, calcolandone la distanza oraria (DH) dall'Oroscopo (AS): gli effetti incominciano a prodursi dopo tanti mesi quante sono le ore della distanza oraria (DH) Afferma, a quersto proposito, Cardano: «Come per l'eclisse, l'inizio degli effetti può essere differito di tanti mesi, quante sono le ore disuguali dalle quali la cometa dista dall'Oriente» [Gerolamo Cardano, Commentario alla Tetrabiblos].
Il tempo dell’evento e la grandezza degli effetti si possono, invece, desumere dalla durata dello splendere della cometa nel Cielo: se risplende a lungo, gli effetti saranno lunghi; se risplende per poco tempo, saranno brevi. 
Importante è anche il moto della cometa, se avviene secondo oppure contro la successione o l'ordine dei segni zodiacali.  A questo proposito, sostiene Cardano: «Quelle che avanzano contro l'ordine dei segni <zodiacali>, appaiono indicare sempre i mutamenti di religione, poiché questo moto è proprio del primo cielo, e viene perciò da Dio come motore supremo; e le religioni esistono con il permesso di Dio. [...] penso che la cometa, quando procede contro l'ordine dei segni <zodiacali> significa mutamento di religione. Perciò quella che da oriente si muove verso occidente significa mutamento della religione positiva, poiché si muove contro l'ordine dei segni <zodiacali>» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. Secondo Gadbury, «quelle comete o stelle ardenti che si spostano contrariamente alla successione dei segni <zodiacali>, presagiscono sempre modificazioni e cambiamenti nelle leggi, nei costumi e nelle costituzioni» [John Gadbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, sez. III 'I probabili effetti che possono in generale accompagnare queste comete'].
Inoltre, come nelle eclissi, è necessario accertare se, al momento del perigeo oppure dell'apparizione, la cometa si configurava per congiunzione oppure opposizione con un pianeta. Il pianeta che si configura in tal modo con la cometa esercita un'influenza, un dominio assieme a quello determinato sulla base del colore con il quale si manifesta la cometa e quello del segno zodiacale corrispondente al luogo del Cielo in cui la cometa è apparsa. 
In sintesi, si può concludere con quanto dichiara Cardano: «La grandezza <della cometa> fornisce indicazioni sulla rinomanza e sulla veemenza dell'effetto futuro. Il colore indica gli eventi in rapporto alla natura del pianeta dominante. [...] Lo splendore della cometa indica imprese incisive [...]. Il luogo dello Zodiaco, poi, indica molte cose, la zona, provincia, regione, o città. [...] Va osservata la latitudine <celeste> rispetto allo Zodiaco: essa mostrerà il luogo suo proprio [...] bisogna vedere a quale stella errante la cometa sia congiunta od opposta: sarà infatti facile capire da essa di quale natura sia. In quinto luogo, con quale stella fissa condivida la posizione, e la tipologia è la stessa dei pianeti [...]» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos].
Infine, Cardano indica come può venirsi a estinguere l'effetto prodotto, riconducibile a una cometa: «gli effetti della cometa vengono a cessare in tre modi: o perché la sua energia è di per sé limitata, come avviene a tutte le cause naturali; o perché sopravviene un'altra cometa, che sia di natura contraria, o che operando altri effetti con la propria forza distrugga i decreti della prima; o perché un'eclisse o congiunzione, di natura contraria, avvenga in luoghi contrari alla cometa» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. 
A questo punto, si passi ad esaminare il passaggio della cometa C/2022 E3 ZTF. 
Questa cometa ha raggiunto il perielio (distanza minima dal Sole di km 166 milioni dal Sole) il 12 gennaio 2023 e il suo passaggio al perigeo (distanza minima dalla Terra di circa km 42,5 milioni) è previsto per l'1 febbraio, quando raggiungerà la magnitudine approssimativa di 5,6 (la quale ne permetterebbe la visione a occhio nudo, se le condizioni atmosferiche lo consentano).
Dal 18 gennaio al 6 febbraio la cometa sarà circumpolare e, quindi, teoricamente visibile per tutta la notte nell'emisfero boreale, quando la sua magnitudine scenderà sotto 6. 
Secondo le previsioni sulla sua magnitudine, questa cometa potrà essere visibile a occhio nudo (quella presa in considerazione dagli antichi astrologi per formulare giudizi) dal 28 gennaio (magnitudine 5,9) al 5 febbraio (magnitudine 5,9). In base a questa previsione astronomica, la cometa farebbe la sua comparsa (apparizione) alla vista dell'occhio umano il 28 gennaio per poi sparire il 5 febbraio.  La sua vibilità a occhio nudo durerebbe per soli 9 giorni, a causa del suo moto rapido (dal momento che la sua latitudine celeste è molto elevata).
Quando si renderà visibile alla vista umana, la cometa si troverà in prossimità della costellazione dell'Orsa minore (Ursa minor), per poi attraversare quella della Giraffa (Camelopardalis) e, infine, sparire alla vista umana in prossimità della costellazione dell'Auriga.
Dal momento che nel breve periodo della sua visibilità la cometa può essere osservata nell'emisfero boreale della Terra, i suoi effetti si dovrebbero produrre esclusivamente o, quanto meno, prevalentemente in questo emisfero.
Il suo percorso attraversa una porzione di Cielo corrispondente ai segni zodiacali del b , a`. L'apparizione in corrispondenza del segno zodiacale del b  e il suo passaggio in quella porzione di Cielo che corrisponde al segno zodiacale del a indica possibili problemi relativi all'agricoltura, con distruzione di raccolti di mais e di altri prodotti e frutti, a causa di insetti (come vermi, bruchi, locuste) e parassiti; danni alle proprietà, perdite soprattutto per persone agiate e appartenenti all'alta borghesia o all'aristocrazia; discordie, guerre con possibili spargimenti di sangue soprattutto nella parte orientale della Terra; carestia, penuria e diffusione di malattie, anche gravi; tendenza a commettere atti lussuriosi, licenziosi e lascivi (anche incestuosi) con aumento di aborti, a trascurare lo spirito e ciò che è divino; controversie e dispute. 
Sempre per quanto concerne i possibili effetti globali riconducibili al suo passaggio, è necessario osservare il colore e la forma della cometa, riguardo il nucleo, la chioma e la coda.

Per quanto riguarda il colore, la cometa si mostra ai telescopi prevalentemente verde nella chioma (al punto tale, da essere stata battezzata 'La cometa verde'): ciò permette di assegnarle una natura prevalentemente mercuriale. 
Generalmente, le comete aventi natura mercuriale annunciano invenzioni o innovazioni tecnologiche che possono rivelarsi dannose per il genere umano, oltre che a penuria, carestia, epidemie, guerre e morte di personaggi importanti e illustri.
Afferma Gadbury: «Tali comete che sono della natura di Mercurio, dichiarano abbondanza di industriosità e politica da mettere in piedi nel mondo; rende gli uomini capaci di intrappolarsi e irretirsi a vicenda; denotano anche grandi calamità e la morte o la distruzione di alcuni uomini minori grandi o famosi; molte volte fanno presagire carestie, pestilenze e guerre. Gli uomini saggi sono rovinati e disprezzati, ingannati, degradati e distrutti. La cultura da sola è retrograda; e l'impudenza e l'ignoranza prendono il comando. I regni, i paesi, le città e le persone sottoposte a Mercurio sono i principali pazienti e soffrono durante gli effetti di queste comete» [John Galdbury, De cometis or a discourse of the natures and effects of comets, cap. II 'Dei nomi e dei tipi di comete o delle stelle ardenti']. Secondo Cardano: «se <la cometa> è mercuriale, produce fulmini, tuoni, terremoti, venti gravi, crudeli tempeste, nuove arti e invenzioni, ma tutte pericolose per il genere umano» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos].
Riguardo la coda, essa appare agli strumenti ottici lunga e sottile, rendendo questa cometa simile a una lancia o asta.
Il moto contrario a quello della successione od ordine dei segni zodiacali fa ipotizzare un cambiamento nelle leggi, nelle norme, nelle consuetudini sia in ambito civile che religioso. L'orientamento della cometa va da nord-est verso sud-ovest, facendo ipotizzare che l'evento critico possa avere origine in Asia (Russia) per poi estendersi verso le regioni occidentali (Europa).

Come sottolinea Cardano: «Per quanto riguarda il punto dell'orbe, va diligentemente osservato il tempo medio della cometa, oppure l'inizio o il tempo della velocità massima» [Gerolamo Cardano, Commento alla Tetrabiblos]. 
La cometa C/2022 E3 (ZTF) dovrebbe raggiungere il perigeo (distanza dalla Terra 0,284 AU equivalenti a km 42,466 milioni): il 1 febbraio 2023 alle 17h 11m (UT).
La prima apparizione su Roma dovrebbe, invece, avvenire il 27 gennaio 2023 alle 16h 38m (UT). In questo momento, la posizione della cometa corrisponderebbe nello Zodiaco a 17°b 23' con latitudine celeste (β) 70° N 04' e declinazione (δ) 72°N 30'. Il fenomeno visivo dovrebbe esaurirsi su Roma il 6 febbraio 2023 alle 01h 14m (UT), quando la posizione della cometa corrisponderebbe a 20° ` 36' con latitudine celeste (β) 23° N 18' e declinazione (δ) 46°N 19'.  Nel suo percorso rapido e veloce, la cometa si trova ad attraversare, in senso inverso rispetto all'ordine o successione dei segni zodiacali, una porzione di Cielo compresa fra 17°b 23' e 20° ` 36'. L'apparizione della cometa in corrispondenza del segno zodiacale del b permette di ipotizzare che l'Italia e Roma possano essere interessate dagli eventuali effetti prodotti dal suo passaggio: questa congettura sembra essere confermata anche dal fatto che l'Oroscopo (AS) della carta dell'apparizione della cometa su Roma cade a 12°b 38'.
Al momento del passaggio al perigeo, la cometa si trova nello Zodiaco a 03° a 39'; tuttavia, a causa della sua latitudine celeste (β) pari a 48° N 08', il GdP della cometa su Roma viene a cadere a 22° ` 57'.
Nella carta del perigeo, la cometa è testimoniata dalla Luna per congiunzione e da Saturno per trigono sia nello Zodiaco che nello spazio locale (mondo). Le medesime testimonianze sono presenti nella carta redatta per il momento dell'apparizione su Roma. In quel momento, il GdP della cometa sarebbe 02° e 57', testimoniata dalla Luna per opposizione e da Saturno per trigono. Inoltre, sia nella carta del perigeo che in quella dell'apparizione, l'Oroscopo (AS) cade nel segno zodiacale del b.
La vicinanza della Luna con la cometa al momento del suo passaggio al perigeo sembra indicare una crisi che riguarda un governante, data la disposizione del Culmine (MC) da parte della Luna per trono (esaltazione e triplicità).
A questo proposito, è interessante notare che il GdP della cometa al momento dell'apparizione su Roma si forma all'opposizione del Culmine (MC) di nascita dell'attuale primo ministro Giorgia Meloni a 02° _ 13' che di quello di Jorge Mario Bergoglio a 00° _ 08'. Inoltre, la carta del momento dell'apparizione della cometa su Roma ha una domificazione pressocché identica a quella dell'attuale primo ministro italiano. Quindi, è possibile desumere criticità nella posizione di entrambi, soprattutto del primo ministro italiano.
Inoltre, il GdP dell'apparizione della cometa su Roma si sovrappone esattamente al luogo nel quale si è formata l'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022 (fenomeno visibile su Roma) e al quadrato del luogo della congiunzione media semplice dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 a 0° h. Infine, la sizigia novilunica precedente sia l'apparizione che il perigeo è avvenuta il 21 gennaio 2023 ore 20h 53m 05s (UT) e si è formata sul luogo della congiunzione dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 e al quadrato del luogo dell'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022. 
In qualche modo, dunque, il passaggio dei questa cometa richiama sia la congiunzione dei ponderosi (Saturno e Giove) del 21 dicembre 2020 che l'eclisse parziale di Sole del 25 ottobre 2022.
Considerando la distanza oraria (DH) della cometa al momento del suo passaggio al perigeo, è possibile congetturare che gli effetti possano incominciare a verificarsi poco dopo 2 mesi, verso i primi di aprile 2023. Del resto, l'orientalità della cometa al Sole depone per il verificarsi degli effetti, rispetto alla sua apparizione, presto nel tempo. Come afferma Tolomeo: «in forza della loro posizione rispetto al Sole conosceremo il principio loro: giacché di norma quando appaiono mattutine significano ciò che è rapido, vespertine ciò che è tardo» [Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, libro II, cap. IX].

 

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Eclisse anulare di Sole e morte del sultano dell'Oman


Analizzare ogni evento producibile da un'eclisse di Sole non è impresa semplice. Questa operazione richiederebbe di per sé la stesura di tante carte quante sono le località attraversate dal cono d'ombra proiettato dalla Luna sulla superficie terrestre. Il risultato sarebbe che per ogni carta si dovrebbe dedurre un evento e una tempistica differente.
In materia di eclissi di Sole, quando l'eclisse è epigea (ovvero: avviene sopra l'orizzonte o supra terram), il criterio della visibilità su un determinato luogo è il più importante
Com'è possibile osservare dalla cartina, il cono d'ombra dell'eclisse anulare di Sole del 26 dicembre 2019,  passa anche sul territorio del Sultanato dell'Oman.
E' dunque possibile congetturare che questa eclisse possa produrre alcuni effetti anche in questa nazione.
Fatta questa premessa, si redige la carta del momento della centralità dell'eclisse per Muscat, capitale del Sultanato dell'Oman.

La centralità (istante del massimo oscuramento del disco solare) su Muscat si è verificata il 26 dicembre 2019 alle 03h 39m 01s (UT).

La carta mostra l'eclisse nella Casa XII con il Sole già eclissato, dal momento che questa eclisse inizia [fase di contatto del disco lunare con quello solare (P1)] prima del suo sorgere. Questa particolarità permette il prodursi dell'evento già nei giorni seguenti al verificarsi del fenomeno celeste.
Per determinare il possibile tipo di evento, è necessario esaminare il segno zodiacale e, soprattutto, la costellazione nella quale si verifica l'eclisse.
Questa eclisse avviene nel segno del g, ma in corrispondenza della costellazione del f (in particolare, nella parte umana della suddetta costellazione).
La forma umana della parte della costellazione del f nella quale si trova il luogo eclissato permette di affermare che l'evento riguarda la comunità umana (in tal senso si esprime il culminare della costellazione della c) e in particolare, all'interno di essa, i capi di stato.
Per specificare quale tipo di evento può riguardare la comunità umana del Sultanato dell'Oman, è necessario esaminare il segno zodiacale in cui si verifica l'eclisse. Il g è un segno tropico o solstiziale, indicando un evento pubblico o relativo a un personaggio pubblico.
Il pianeta che detiene maggior potere sulla carta sarebbe Saturno; tuttavia, essendo questo pianeta in fase di tramonto eliaco, si preferisce considerare Marte.
Marte è nel suo domicilio in e (in domo sua), nella Casa X, orientale al Sole e quindi forte per dignità essenziale e accidentale e per fase eliaca.
Marte è signore della Casa X, significatore del capo di stato (sia sovrano che presidente).
Dal momento che l'Oman è un sultanato, Marte può essere considerato il significatore del sultano dell'Oman.
Sulla correttezza nell'individuazione di Marte come significatore del sultano è possibile far riferimento a due particolarità: il segno zodiacale e la modalità di acquisizione della posizione e del potere da parte del sultano in carica al momento del verificarsi del fenomeno dell'eclisse.
Al momento del verificarsi dell'eclisse anulare di Sole, sultano è Qabus bin Said al Said, nato sotto il segno dello e [18 novembre 1940], il quale ascese al trono dopo aver rovesciato nel 1970 suo padre, Saʿīd bin Taymūr, con un colpo di Stato [evento tipicamente marziale].
Dopo aver fornito tutte le spiegazioni razionali sul fatto che l'evento deducibile riguardi la comunità umana e, in particolare, i regnanti e sulla scelta di Marte come significatore del sultano, si passi a cercare di comprendere la tipologia di evento.
Le eclissi di Sole solitamente sono collegate a eventi di impedimento o perdita di potere o della posizione da parte di capi di stato. L'eclisse di Sole si verifica nel segno del g che, in quanto segno tropico, è indicativo di un mutamento, di un cambiamento. Di conseguenza, si può dedurre che questa eclisse di Sole sembra presagire un mutamento, un cambiamento riguardante il capo di stato (ossia: il sultano).
La configurazione di stelle fisse, aventi natura malefica, con Marte (significatore del sultano) depone per un pronostico sfavorevole circa la causa di questo cambiamento. Infatti, Marte è:

- congiunto nello spazio locale a Zuben Elekrab (γ Librae) [le stelle della costellazione della Bilancia sono spesso indicative di decesso di sovrani];
- opposto nello spazio locale ad al-Ghul (β Perseii) [stella fissa altamente pericolosa e mortifera].

A corroborare ulteriormente questa interpretazione, la circostanza che Saturno, signore per esaltazione del Culmine (MC) e significatore del capo di stato, è in fase di tramonto eliaco [il tramonto eliaco indica il passaggio di un pianeta dalla visibilità all'invisibilità e, quindi, alla scomparsa del pianeta dalla vista].
Riassumendo. L'eclisse anulare di Sole del 26 dicembre 2019 sembra presagire un cambiamento o un mutamento nella persona del sultano (capo di stato) a seguito di un evento infausto (morte o decesso). Tale evento è suscettibile di prodursi già nei primi giorni successivi all'eclisse, dal momento che il Sole sorge già eclissato.
Qābūs bin Saʿīd Āl Saʿīd, sultano dell'Oman, muore a seguito di una grave lunga malattia il 10 gennaio 2020, dopo aver tenuto il regno e il potere per 49 anni.
l decesso avviene nel giorno dell'eclisse penombrale di Luna che si verifica nel luogo opposto a Saturno [signore per esaltazione del Culmine (MC) della carta dell'eclisse anulare di Sole].

 

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